mercoledì,Settembre 28 2022

FdI e l’evento nel Municipio di Soriano sciolto per mafia organizzato dal consigliere citato nella relazione

Il Comune è commissariato per infiltrazioni mafiose ma viene ugualmente concessa la sala consiliare per una manifestazione elettorale del partito voluta in primis dal vice coordinatore provinciale di Fdi il cui nome è finito fra le motivazioni che hanno portato allo scioglimento dell’ente

FdI e l’evento nel Municipio di Soriano sciolto per mafia organizzato dal consigliere citato nella relazione
La manifestazione elettorale di Fratelli d'Italia nella sala consiliare del Comune di Soriano

Si può organizzare la manifestazione di quasi chiusura della campagna elettorale scegliendo per il raduno non una pubblica piazza ma la sala consiliare di un Comune i cui organi elettivi sono stati di recente sciolti per infiltrazioni mafiose e l’ente è attualmente retto da una terna commissariale nominata proprio per questo dalla Prefettura? Nel Vibonese si può. E può organizzare l’evento nella sala consiliare dello stesso Comune uno dei consiglieri comunali citati nella relazione di scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’ente per rapporti familiari con soggetti controindicati e che ha costituito uno dei motivi (insieme a tanti altri, ovviamente) che hanno portato al commissariamento? Anche questo nel Vibonese si può. E’ successo ieri a Soriano Calabro, Comune dove gli organi elettivi dell’ente sono stati sciolti il 15 giugno scorso per infiltrazioni mafiose (con decisione del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno e decreto di scioglimento firmato dal presidente della Repubblica) e dove nella sala consiliare il partito di Fratelli d’Italia ha pensato di organizzare un incontro politico alle ore 17 dal titolo – come si legge nella locandina dell’evento – “Pronti a risollevare l’Italia”. In vista delle imminenti elezioni politiche di domenica prossima, quindi, nella sala consiliare del Comune insieme a cittadini, simpatizzanti ed iscritti a FdI si sono ritrovati: il vicecoordinatore provinciale di Fdi, Franco D’Agostino, la consigliera regionale Luciana De Francesco, l’assessore regionale Filippo Pietropaolo, il coordinatore provinciale di Fdi, nonché candidato al Senato, Pasquale La Gamba, ed infine Alfredo Antoniozzi, candidato alla Camera dei Deputati. Chi ha organizzato l’evento? Lo svela il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Pasquale La Gamba, con un Post su Facebook: “Ringrazio Francesco D’Agostino, vice coordinatore, per la splendida organizzazione”.
Dunque, ad organizzare la serata è stato Francesco D’Agostino che avrà quindi chiesto ed ottenuto dal Comune – retto da una terna commissariale visto che gli organi elettivi dell’ente sono attualmente sciolti per infiltrazioni mafiose – l’uso e la disponibilità della sala consiliare del Comune per la manifestazione di Fratelli d’Italia. [Continua in basso]

Domanda semplice-semplice a questo punto: se la sala consiliare per analoga manifestazione elettorale fosse stata chiesta dal sindaco uscente di Soriano, Vincenzo Bartone, per fare propaganda al suo partito di appartenenza – Forza Italia – sarebbe stata concessa dai commissari o dal Comune, atteso che si tratta dello stesso ex primo cittadino la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose? Abbiamo i nostri forti dubbi sul fatto che la sala sarebbe stata concessa.

Ed allora – e la domanda è rivolta principalmente all’attuale terna commissariale che regge il Comune di Soriano – quale la differenza c’è, rispetto al primo cittadino, se la sala consiliare viene chiesta per una manifestazione politica-elettorale da un ex consigliere comunale di maggioranza – Francesco D’Agostino – il cui nominativo lo si ritrova (per le ragioni che di qui a presto diremo)  nelle motivazioni della relazione che ha portato alo scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose? [Continua in basso]

Due le possibili risposte: o i commissari o chi ha concesso la l’uso della sala consiliare non conoscono la relazione che ha portato allo scioglimento degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose (e sarebbe grave) oppure non si conosce il territorio e quindi i personaggi che con il Comune si interfacciano e, in questo caso, chiedono ed ottengono la sala per una manifestazione elettorale.

C’è anche una terza ipotesi (che sarebbe anche peggiore delle precedenti): i commissari o altri al Comune conoscono ed hanno letto la relazione e nulla vi è, secondo loro, di male nel concederla ad un consigliere comunale (e di riflesso al suo partito) citato nella stessa relazione di scioglimento. In tale ultimo caso, quindi, possiamo sin da ora mettere in conto per un prossimo futuro una manifestazione politica di Forza Italia all’interno della stessa sala comunale di Soriano organizzata dall’ex primo cittadino Vincenzo Bartone e con il “via libera” dei commissari. [Continua in basso]

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese

Ma cosa c’è scritto nella relazione sul consigliere comunale Francesco D’Agostino le cui dimissioni dal Consiglio (avvenute il 22 febbraio, a due anni e mezzo dell’elezione) non l’hanno risparmiato dall’essere citato nella relazione che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Soriano Calabro? E’ presto detto: un suo strettissimo congiunto è stato deferito per rapina a mano armata (avvenuta il 20 febbraio del 2010) in concorso con un esponente del clan Loielo di Ariola di Gerocarne e un Soriano di Filandari; un fratello del consigliere, tale Vincenzo D’Agostino, è stato ucciso in un omicidio il 12 dicembre 2008 ed in vita era ritenuto – così si legge nella relazione – “esponente di ‘ndrangheta dell’Ariola”; il consigliere è zio di una ragazza sposata con Antonio Criniti, coinvolto nell’operazione antimafia “Demetra 2” che mira a far luce sull’omicidio con l’autobomba di Limbadi del biologo Matteo Vinci (e che il 26 luglio scorso è stato condannato a 10 anni per narcotraffico); il consigliere è zio di altra ragazza sposata con un giovane di Soriano ritenuto “affiliato al locale di ‘ndrangheta di Ariola” e con precedenti di polizia per stupefacenti, armi e tentato omicidio doloso.

La “palla” a Fratelli d’Italia

La Prefettura e il prefetto Roberta Lulli

Stando così le cose, la “palla” da chi ha concesso l’uso della sala consiliare del Comune di Soriano Calabro passa al partito di Fratelli d’Italia. Ed anche qui solo tre possono essere le spiegazioni possibili per quanto accaduto: 1) i vertici del partito provinciale e regionale – che aspirano a governare il Paese – non hanno mai letto la relazione di scioglimento del Comune di Soriano (e sarebbe grave perché non si può di certo far politica e andare a sbandierare la “lotta alla mafia” se poi non si ha contezza di cosa scrivono gli organismi deputati al controllo sulla vita degli enti locali – Prefettura e Ministero dell’interno – su alcuni Comuni commissariati); 2) i vertici provinciali e regionali di Fratelli d’Italia hanno letto la relazione (anche perché pubblicata dagli organi di stampa, e da questa testata in primis, anche nel passaggio riguardante il consigliere Francesco D’Agostino) sullo scioglimento di Soriano e non la condividono nei passaggi riguardanti il loro vice coordinatore provinciale Francesco D’Agostino (e allora farebbero bene a dirlo chiaramente e pubblicamente perché sarebbe una notizia); 3) i vertici di FdI prendono solo ora atto di quanto contenuto nella relazione, chiedono scusa per l’accaduto ed allontanano dalla politica attiva del loro partito (pubblicamente) il loro vice coordinatore provinciale, condividendo così le conclusioni – anche sul suo conto – alle quali è arrivata la Commissione di accesso agli atti sul Comune di Soriano nominata dal prefetto di Vibo Valentia, Roberta Lulli, e condivisa dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, dal Consiglio dei Ministri e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Non sappiamo se nel corso dell’evento di ieri nella sala consiliare del Comune di Soriano si sia parlato anche di lotta alla mafia, ma di certo non capita tutti i giorni di assistere ad un evento elettorale organizzato da una persona citata in una relazione di scioglimento per mafia di un Comune per rapporti che – ad avviso di chi ha redatto la relazione – hanno contribuito a rafforzare le ragioni dello scioglimento (se fossero stati elementi ininfluenti non sarebbero di certo finiti nella relazione).

Nel Post su Facebook del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Pasquale La Gamba, in ordine all’evento di ieri è dato leggere testualmente: “Abbiamo illustrato il programma di Fratelli d’Italia e ci siamo soffermati sulla forte crisi economica e le difficoltà delle aziende artigianali e la piccola impresa con il necessario abbattimento del cuneo fiscale e l’indispensabile tetto ai costi energetici. Ringrazio Francesco D’Agostino, vice-coordinatore provinciale per la splendida organizzazione. Il 25 settembre scegli Fratelli d’Italia. #pronti #Giorgia Meloni #fratelliditalia”.

Il Municipio di Soriano Calabro
Il Comune di Soriano Calabro

Inutile sottolineare – ma lo facciamo al solo fine di evitare letture fuorvianti e strumentali – che il vice coordinatore di Fratelli d’Italia di Vibo Valentia, ovvero l’ex consigliere comunale di maggioranza di Soriano Calabro (sciolto per mafia), Francesco D’Agostino è persona incensurata e gode dell’elettorato attivo e passivo. Ma il problema qui è ben differente e di ben altra natura e nulla ha a che vedere con la responsabilità penale (che nel nostro ordinamento è personale): per gli organismi deputati al controllo sulla vita degli enti locali – Prefettura e Ministero dell’Interno ed infine anche il Consiglio dei Ministri – la presenza di Francesco D’Agostino all’interno di un Consiglio comunale (per i suoi legami parentali) è stata elemento che ha portato (insieme ad altre contestazioni rivolte ad altre persone, ripetiamo) allo scioglimento degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose. Fratelli d’Italia come intende dunque risolvere il problema? Impedendo in futuro a Francesco D’Agostino di correre per cariche pubbliche elettive sotto la propria bandiera ma permettendogli ugualmente di fare politica quale vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e organizzare (come fatto ieri) eventi nella sala consiliare del Comune commissariato per poi magari parlare di lotta alla mafia ed infiltrazioni mafiose negli enti locali?

E come farà un domani la stessa Fratelli d’Italia a “rimproverare” ai propri avversari politici presenze “scomode” all’interno delle loro liste? Il dibattito – tranne la lotta alla mafia a certe latitudini non sia solo uno slogan (ricordiamo che Fratelli d’Italia ha preso pubblicamente le distanze dal consigliere comunale di Vibo, Antonio Curello, appena uscito il suo nome nelle udienze di Rinascita Scott) – adattabile a seconda delle circostanze e delle esigenze.  


** In relazione all’articolo dal presidente della Commissione straordinaria del Comune di Soriano, Vittorio Saladino, riceviamo e integralmente pubblichiamo:
La Commissione straordinaria che, attualmente regge le sorti del Comune di Soriano, “non ha concesso” la sala consiliare per la manifestazione elettorale del partito “Fratelli d’Italia”;
La Commissione, totalmente estranea all’autorizzazione dell’utilizzo della sala consiliare a scopo elettorale, non è stata neppure informata dell’esistenza di una richiesta da parte del vice coordinatore provinciale dell’uso del locale in questione;
L’istanza diretta al Comune – e non alla Commissione straordinaria – è stata trattata direttamente dal responsabile dell’Ufficio Tecnico che, senza preventivamente informare i componenti della Commissione, ha autonomamente rilasciato “l’autorizzazione” all’uso della sala consiliare come se si fosse trattato di un fatto puramente tecnico;
La Commissione è venuta a conoscenza di detta autorizzazione, dopo la lettura dell’articolo online di codesto quotidiano ed ha ottenuto i richiesti chiarimenti al riguardo dal tecnico interessato”.

Sin qui la nota del dr. Vittorio Saladino. Prendiamo atto – per parte nostra – che in un Comune commissariato per infiltrazioni mafiose è stato possibile che il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale abbia autorizzato l’uso della sala consiliare per la manifestazione elettorale di Fratelli d’Italia senza informare preventivamente i componenti della Commissione straordinaria che reggono le sorti dell’ente.

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