venerdì,Aprile 12 2024

Joppolo, la minoranza: «Amministrazione assente e cimitero lasciato al buio»

Denunciata una cattiva gestione del Municipio dove regnerebbe solo caos e confusione senza che nessuno risponda alle richieste dei cittadini

Joppolo, la minoranza: «Amministrazione assente e cimitero lasciato al buio»
Il comune di Joppolo
Valerio Mangialardo

I consiglieri di minoranza del gruppo politico “Joppolo nel Cuore”, ovvero Biagio Zappia, Valerio Mangialardo e Francesco Messina intervengono sulla conduzione del Municipio e le attività politico-amministrative. In particolare la loro denuncia riguarda i servizi ordinari, partendo dalla gestione del cimitero fino ad arrivare al “caos” degli uffici comunali.  «Per dovere di mandato e per rimostranza quali cittadini di un Comune abbandonato agli eventi, lamentiamo e denunciamo fortemente il disinteresse e la mala organizzazione che regna nella residenza municipale. Abbiamo ricevuto molti reclami da parte di cittadini esausti, che si sentono privati anche del rispetto dei luoghi sacri quale è il cimitero. Infatti nel giorno della ricorrenza dei morti, ma la fattispecie dura da tempo, il cimitero di Joppolo è completamente al buio senza nessuna illuminazione. Parenti, cittadini, emigrati che nella ricorrenza del 2 novembre si sono recati a deporre un fiore a un loro caro nel cimitero di Joppolo hanno lamentato a questo gruppo lo stato di abbandono e la mancanza della pubblica illuminazione. Oltre alla “parata” e ai consueti quattro manifesti, chi amministra ha il dovere di rispettare e conservare in stato dignitoso, almeno nel giorno di ricorrenza, un luogo sacro. Il malfunzionamento della gestione politica e di quella amministrativa ha decretato questa amministrazione di gran lunga la peggiore a memoria umana. “Maestri di sostegno”, professionisti esterni presenti negli uffici comunali, incarichi effettuati anche da persone prive di ogni competenza giuridica e tecnica, spese per affidamenti tecnici fuori da ogni norma e logica, appalti e contratti scaduti da anni dove l’istituto eccezionale della proroga tecnica viene ripetutamente e impropriamente utilizzato per proseguire con il contratto scaduto e senza fare nessuna gara. La confusione regna sovrana nel palazzo municipale dove molti cittadini addirittura lamentano di essere stati trattati male, dove non si risponde al telefono, dove nessuno riscontra una richiesta sia essa verbale o scritta trasmessa per posta o a mezzo pec, dove il clientelismo e l’abbandono regnano sovrani in un luogo che neanche vagamente ricorda un ente locale, luogo oramai di marciume radicale e di singoli interessi».

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