martedì,Agosto 9 2022

La fusione tra Comuni del Vibonese ancora in Consiglio: la proposta è unire 14 enti locali

Dopo il rinvio della discussione dello scorso febbraio, la proposta dell’associazione “Progetto Valentia” ritorna in aula. L’ordine del giorno firmato da diversi consiglieri e dal presidente del civico consesso Rino Putrino

La fusione tra Comuni del Vibonese ancora in Consiglio: la proposta è unire 14 enti locali
Veduta panoramica di Vibo Valentia

Arriva nuovamente all’interno del consiglio comunale di Vibo Valentia  – dopo il rinvio della discussione e della sua eventuale approvazione dello scorso fine febbraio – l’ordine del giorno che punta a fare approvare dall’assemblea del capoluogo la fusione dei Comuni del Vibonese. La proposta, infatti, risulta essere iscritta tra i punti dell’agenda dei lavori consiliari di domani mattina quando l’aula si riunirà, alle ore 9,30, in prima convocazione e, in eventuale seconda convocazione, lunedì mattina, 2 maggio, ma alle ore 10,30. A convocare il consiglio comunale è stato il presidente dello stesso civico consesso Rino Putrino, dopo la rituale riunione dei capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione. [Continua in basso]

Passo indietro: mozione e poi ordine del giorno

Un seduta di consiglio comunale

Il suddetto ordine del giorno – lo ricordiamo – segue la mozione presentata sempre in consiglio comunale tempo addietro e propone l’idea lanciata dall’associazione “Progetto Valentia”, presieduta da Nicola Cortese: unire tredici enti locali del Vibonese (Pizzo; Mileto; Maierato; Ionadi; San Gregorio d’Ippona; Sant’Onofrio; San Costantino Calabro; Filandari; Briatico; Filogaso; Stefanaconi; Cessaniti; Francica) con il Comune capoluogo di Vibo Valentia per realizzare un grande ente territoriale, per una popolazione pari a quasi 80mila abitanti, «al fine di mettere in atto un virtuoso processo di sviluppo socio-economico», questo l’auspicio dell’associzione.  L’ordine del giorno è stato sottoscritto dai consiglieri Domenico Santoro (Movimento 5 Stelle), Giuseppe Policaro e Marco Miceli (“Vibo Democratica”), Lorenza Scrugli (“Vibo Valentia da Vivere”), Laura Pugliese (Partito democratico) e Pietro Comito (“Cambiamo-Coraggio Italia”). Il documento, inoltre, è stato firmato anche dal presidente del consiglio comunale del capoluogo Rino Putrino, dal consigliere di Forza Italia Domenico Console ed è visto con simpatia soprattutto dal sindaco Maria Limardo  perché potrebbe essere «conveniente dal punto di vista tecnico ed economico». Obiettivo dichiarato della fusione tra enti locali è quello di portare vantaggi per tutti i Comuni coinvolti nel progetto: iniziando da quelli «economico-finanziari in quanto gli incentivi nazionali prevedono l’erogazione del 40% dei trasferimenti erariali ricevuti da ciascun ente nel 2010 per 10 anni, con un tetto a 2 milioni per ogni ente interessato». Quindi, si potrebbero avere deroghe nazionali ai limiti sulle assunzioni e premialità nei bandi regionali. Incentivi, infine, di tipo burocratico-amministrativo, in particolare le assunzioni di personale». Per tali ragioni, attraverso l’approvazione del suddetto ordine del giorno, si vuole impegnare «l’amministrazione in carica a realizzare tutti gli atti amministrativi, tecnici e politici di coinvolgimento» degli altri Comuni per la fusione dei quattordici enti limitrofi, i quali saranno successivamente chiamati ad esprimersi in merito con appositi deliberati dei rispettivi consigli comunali. 

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