«Continuerò a parlare per salvare la vita di altri giovani» (VIDEO)

Mentre Limbadi si prepara ad onorare la memoria di Matteo Vinci, dilaniato dall’autobomba esplosa lunedì, Rosaria Scarpulla non arretra: «Il sangue di mio figlio chiede giustizia»

Mentre Limbadi si prepara ad onorare la memoria di Matteo Vinci, dilaniato dall’autobomba esplosa lunedì, Rosaria Scarpulla non arretra: «Il sangue di mio figlio chiede giustizia»

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Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci
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Sfoglia l’album dei ricordi, parla del suo Matteo al presente, come se ancora fosse in campagna a dare da magiare ai suoi gattini. Nel terreno di località Cervolaro di Limbadi delimitato da alcune bandierine apposte dalla famiglia Vinci, il suo gattino bianco e nero – lo stesso che appare sul profilo Facebook di Matteo – aspetta il suo padrone. Non può sapere che è stato ucciso da una bomba. In un clima di grande sgomento la comunità si sta preparando a  scendere in piazza, per la fiaccolata organizzata dalla lista “Limbadi libera e democratica”, formazione politica per la quale Matteo Vinci era sceso in campo nelle ultime elezioni comunali. Iniziativa sostenuta anche dall’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Morello. Il corteo partirà alle 20.30  dal Comune e si snoderà per le vie principali del paese. L’indomani, domenica alle 17, si svolgerà invece un consiglio comunale aperto, per attirare l’attenzione sul grave episodio delittuoso che ancora una volta ha fatto accendere i riflettori sul lato più oscuro della realtà calabrese. E «guai a pensare che il paese sia indifferente alla morte di un suo figlio», dice il primo cittadino che parla di una Limbadi scossa, attonita, incredula per ciò che è avvenuto il pomeriggio di lunedì scorso.

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Alla fiaccolata parteciperà pure mamma Rosaria che sul coinvolgimento dei vicini nel terribile fatto di sangue in cui è morto il suo unico figlio, non sembra nutrire alcun dubbio. «Sono sicura come la morte – dice con voce carica di rabbia -, perché prima di questo abbiamo già subito altri due attentati». “Mamma coraggio” è stata definita per avere sin da subito trovato la forza di gridare giustizia per suo figlio Matteo. «Combatterò il male se lo vedo. Se parlo, lo faccio solo per salvaguardare la vita di altri giovani – dice -. Questa terra è bruciata, è macchiata di sangue, il sangue di mio figlio che chiede giustizia».

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