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Porto di Tropea e atti negati a due consiglieri, Morra: «Grave il silenzio del prefetto di Vibo»

Il presidente della Commissione parlamentare antimafia interviene dopo il silenzio che dura da mesi sulla richiesta dei consiglieri Piserà e L’Andolina di avere copia dei bilanci, e non solo, della società che gestisce l’infrastruttura. Ancora rilievi del senatore sul Comune, i lavori pubblici e la Prefettura di Vibo. Chiamato in causa pure il Ministero dell’Interno

Porto di Tropea e atti negati a due consiglieri, Morra: «Grave il silenzio del prefetto di Vibo»
Nicola Morra e il prefetto Roberta Lulli

Ancora riflettori accesi dal presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, sul Comune di Tropea e sul locale porto turistico. Questa volta il senatore, con un Post su Facebook, chiede spiegazioni al prefetto di Vibo Valentia in ordine al calpestato diritto di due consiglieri comunali di minoranza del Comune di Tropea – Massimo L’Andolina e Antonio Piserà – ad avere copia di alcuni documenti richiesti da oltre un anno alla società “Porto di Tropea spa” e mai ottenuti. Ecco l’intervento integrale del presidente della Commissione parlamentare antimafia:   [Continua in basso]

Continua il silenzio sulla richiesta di una Commissione di accesso agli atti al Comune di Tropea per accertare eventuali infiltrazioni mafiose nella vita dell’ente, richiesta da me sollevata lo scorso mese alla luce dei “profili” degli attuali amministratori e – da ultimo appena due giorni fa – in ordine ai lavori di riqualificazione del Porto turistico.
Evidenziamo oggi che lo studio di fattibilità tecnico-economica del progetto di riqualificazione del Porto di Tropea è stato redatto da un dipendente comunale che nei giorni scorsi è stato sospeso dal servizio del Comune di Soriano – ente di recente sciolto per infiltrazioni mafiose – per la durata di sei mesi, così come voluto dal Ministro dell’Interno e comunicato alla Prefettura di Vibo Valentia il 20 luglio scorso.

Perciò viene da chiedere alla Prefettura di Vibo: se si opera per conto del Comune di Soriano si viene sospesi per sei mesi a seguito dello scioglimento degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose, mentre se in un recente passato la stessa persona, quale dipendente del Comune di Tropea, si è occupata della redazione del progetto di riqualificazione del Porto è invece tutto a posto?

Ed è egualmente normale che fra gli appaltatori-mandanti dei lavori al Porto vi sia anche un professionista che dalle relazioni di scioglimento dei Comuni di Ricadi e Limbadi risulta legato, per parentele dirette, a soggetti della ‘ndrina di Africo, avendo ammesso lo stesso soggetto di aver conosciuto il boss Pantaleone Mancuso nel bar di Nicotera utilizzato dallo stesso boss (oggi condannato all’ergastolo) quale suo “quartier generale”?

Domande che rivolgiamo al prefetto di Vibo Valentia, dottoressa Roberta Lulli, cui sottoponiamo ora anche altra questione altrettanto grave e delicata, sicuri di una Sua celere ed argomentata risposta.

Oltre un anno fa – il 21 febbraio 2021 – i  consiglieri comunali di minoranza del Comune di Tropea, Massimo L’Andolina e Antonio Piserà, hanno chiesto l’accesso agli atti della società “Porto di Tropea spa”. Sono stati chiesti in particolare: i bilanci consuntivi degli anni 2018 e 2019, i verbali di assemblea di approvazione dei bilanci del 2018 e del 2019, le note integrative dei revisori al bilancio consuntivo 2019, la pianta organica, il piano industriale e copia della responsabilità civile dell’amministratore delegato.

Dinanzi all’ingiustificato e illegale silenzio da parte della società Porto di Tropea spa mantenuto ahimè sino ad oggi, nel marzo scorso i due consiglieri comunali si sono rivolti pubblicamente al prefetto di Vibo Valentia, anche allora la dottoressa Roberta Lulli (anche attraverso la stampa dopo lo scandalo del “cimitero degli orrori”), per chiedere il “rispetto delle regole”, atteso che la “Porto di Tropea spa”, benchè operi privatamente, è soggetta alle regole di accessibilità proprie delle pubbliche amministrazioni in quanto la partecipazione alla stessa società da parte di enti pubblici le conferisce la connotazione di ente che svolge attività di pubblico interesse.

Bene, sono passati da allora oltre cinque mesi e il Prefetto di Vibo, Roberta Lulli, per quanto risulta non ha fornito alcuna risposta ai due consiglieri comunali in ordine al mancato accesso agli atti ed ai documenti della società “Porto di Tropea spa”. Si tratta di un diritto dei due consiglieri comunali al momento del tutto calpestato ed è molto grave che l’Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia, cioè il Prefetto, permetta con il silenzio che una Spa come la società “Porto di Tropea” non fornisca ai due consiglieri comunali i documenti richiesti. Richiesta che, per conoscenza, era stata indirizzata dai due consiglieri comunali anche al Procuratore della Repubblica di Vibo ed al Sindaco di Tropea, Giovanni Macrì di Forza Italia, lo stesso sindaco che – a pochissimi mesi dalla sua elezione nell’ottobre 2018 – il 5 dicembre 2018 ha nominato quale presidente del Consiglio di Amministrazione della società “Porto di Tropea spa” il sig. Sandro D’Agostino, già presidente del Consiglio comunale di Tropea (nell’amministrazione poi sciolta per mafia nel 2016), e già segretario cittadino del Pd che, nel 2018, ha però scelto di sostenere pubblicamente come sindaco proprio l’attuale primo cittadino Giovanni Macrì, di Forza Italia, che un mese dopo l’ha nominato Presidente della “Porto di Tropea spa”.

Ora, rappresentando il Porto la principale infrastruttura della città di Tropea ed essendo la “Porto di Tropea spa” la principale società che gestisce la più importante struttura strategica per l’economia e le politiche del turismo dell’intera costa del Vibonese, nonché rappresentando una determinante fonte di introito per lo stesso Comune di Tropea, è mai possibile che due consiglieri comunali chiedano dei documenti che è un loro diritto ottenere e dinanzi al silenzio della società anche il Prefetto, ad oltre cinque mesi di distanza dalla pubblica richiesta, non abbia fornito loro alcuna risposta?

Alla luce di tutte le criticità che ho sollevato sia sul Comune di Tropea ed ora anche sulla società che gestisce il Porto, il Prefetto di Vibo Roberta Lulli cosa intende fare per garantire la legalità in quel di Tropea e rassicurare i cittadini sempre più preoccupati per l’assenza di quella parte dello Stato deputata per legge al controllo sulla vita degli enti locali? Come intende muoversi il prefetto per assicurare il rispetto della legalità e di un diritto inalienabile da parte dei due consiglieri comunali?

E quali rassicurazioni può fornire il Prefetto di Vibo, Roberta Lulli, non solo al Presidente della Commissione parlamentare antimafia, ma anche ai cittadini, in ordine ai lavori al Porto di Tropea ed al mancato accesso agli atti ed ai documenti così come sul pericolo di infiltrazioni mafiose alla luce di legami, parentele e rapporti che emergono sugli attuali amministratori comunali dalla stessa relazione della Prefettura che ha portato allo scioglimento del Comune nel 2016?

Ma, soprattutto, avremo risposta nel merito? O il solito silenzio? Ed al Viminale sono sordi e miopi, o forse ciechi?”.

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