Sparatoria a Piscopio, i profili delle vittime e l’escalation criminale – Video

Giovanni Zuliani avrebbe minacciato il parroco del paese e poi sostituito il cugino Rosario Fiorillo nei controlli della polizia. Dalla droga alle parentele “scomode”, la frazione di Vibo di nuovo al centro delle cronache
Giovanni Zuliani avrebbe minacciato il parroco del paese e poi sostituito il cugino Rosario Fiorillo nei controlli della polizia. Dalla droga alle parentele “scomode”, la frazione di Vibo di nuovo al centro delle cronache
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Battaglia fiorillo

Si torna a sparare nel Vibonese dopo il fallito agguato dello scorso maggio a Nao di Ionadi quando nel mirino dei sicari era finito Domenic Signoretta, ritenuto l’armiere ed il “braccio-destro” del boss di Nicotera e Limbadi Pantaleone Mancuso, alias “l’Ingegnere” ed indicato fra l’altro dal pentito Raffaele Moscato come uno dei possibili autori del tentato omicidio ai danni di Rosario Battaglia nel 2010. Questa volta a restare feriti sono due nomi con parentele di “peso” nel “locale” di ‘ndrangheta di Piscopio: Salvatore Battaglia, 21 anni, primo cugino di Rosario Battaglia, e Giovanni Zuliani, 23 anni, primo cugino di Rosario Fiorillo. A loro volta Rosario Battaglia e Rosario Fiorillo sono fra loro cugini ed attualmente si trovano detenuti in quanto condannati in primo grado all’ergastolo per l’omicidio del boss di Stefanaconi, Fortunato Patania – ucciso nel settembre del 2011 in risposta al delitto di Michele Mario Fiorillo, freddato due giorni prima –, e poi di nuovo arerstati in quanto coinvolti, con l’accusa di associazione mafiosa ed altri reati legati alle armi ed agli stupefacenti, nell’operazione antimafia “Rimpiazzo” scattata nell’aprile scorso. [Continua dopo la pubblicità]

E proprio nelle carte dell’inchiesta “Rimpiazzo” risalta il nome di Giovanni Zuliani quale presunto autore delle minacce rivolte al parroco di Piscopio, don Mario Fuscà, il 17 settembre 2011. Dopo aver rimproverato un giovane poiché scorrazzava con lo scooter nel piazzale antistante la chiesa, per tutta risposta Giovanni Zuliani avrebbe pubblicamente minacciato il sacerdote dicendogli: “Fatti gli affari tuoi, altrimenti ti sparo”. Sebbene invitato a formalizzare l’accaduto, don Fuscà non sporse alcuna querela nei confronti dell’allora minorenne Giovanni Zuliani e di altro minore. Alcuni giorni dopo, quindi, un proiettile venne trovato dentro la chiesa, mentre le gomme dell’auto del parroco finirono forate.

Sempre da minorenne, Giovanni Zuliani si è reso poi protagonista di altro episodio di rilievo. Per permettere al cugino Rosario Fiorillo di eludere la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, Zuliani avrebbe sostituito Fiorillo nell’abitazione toscana all’atto dei controlli da parte dei poliziotti, ignari del vero volto di Rosario Fiorillo. Raggiro attuato anche mediante l’utilizzo di una carta di identità rilasciata dal Comune di Vibo Valentia in data 14 dicembre 2010, documento falso in quanto apparentemente rilasciato a Rosario Fiorillo, nato a Vibo Valentia il 27 agosto 1989, ma riportante l’effige di Giovanni Zuliani. Nell’ottobre del 2017, Giovanni Zuliani viene quindi posto agli arresti domiciliari dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia, unitamente ai fratelli Michele ed Antonio, con l’accusa di aver gestito una rete di spaccio a Piscopio e dinanzi ad alcuni istituti scolastici vibonesi. In abbreviato, il gup del Tribunale di Vibo, Giulio De Gregorio, il 5 luglio 2018 l’ha condannato a 4 mesi, 20 giorni e 800 euro di multa con la sospensione della pena. Il 27 marzo scorso Antonio Zuliani (fratello di Giovanni) è stato invece arrestato dalla polizia (e si trova per questo in carcere) con l’accusa (pm Concettina Iannazzo) di essere stato uno degli esecutori materiali dell’omicidio del 45enne Francesco Fiorillo, ucciso il 15 dicembre 2015 a Longobardi. Il 14 maggio scorso, per tale fatto di sangue Antonio Zuliani, 27 anni, è stato condannato a 14 anni di reclusione al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.

Il "Pugliese" di Catanzaro

La sparatoria avvenuta nel corso della notte riporta quindi Piscopio al centro delle cronache. L’ultimo fatto di sangue nella frazione di Vibo si era verificato il 21 ottobre dello scorso anno con l’omicidio del 42enne Massimo Ripepi, ucciso a colpi di pistola dall’ex cognato Giuseppe Carnovale, 49 anni, di Piscopio, detenuto in carcere. Identico il luogo delle due sparatorie: via Regina Margherita, a due passi dalla piazza principale del paese. Giovanni Zuliani si trova ricoverato nel reparto di Ortopedia dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro ma le sue ferite non destano preoccupazioni, mentre più serie sono le condizioni di Salvatore Battaglia, ferito al collo, e trasferito anche lui a Catanzaro dopo un primo ricovero all’ospedale di Vibo.

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