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A Limbadi la settima edizione della “Festa del Fanciullo”

L'evento è organizzato dall'associazione culturale Alighistos ed è patrocinato dal Comune

A Limbadi la settima edizione della “Festa del Fanciullo”

Martedì 2 gennaio, a partire dalle ore 15 nella piazza principale di San Nicola de Legistis, si svolgerà la XII edizione della “Festa del fanciullo”. L’iniziativa rientra nell’ambito del “Mese del Fanciullo” (6 dicembre – 6 gennaio) che si ispira alla figura di San Nicola, protettore dei bambini, e ai valori del Cristianesimo con il messaggio evangelico incentrato sulla sacralità dei fanciulli. A organizzare la manifestazione – con il patrocinio del Comune di Limbadi e la collaborazione di don Michele Arena – la rinnovata associazione culturale Alighistos, presieduta da Francesco Limardo, Francesco Rombolà, vicepresidente e gli altri componenti del direttivo, Concetta Guerrera e Bruno Solano. «Lo spirito è quello di far vivere con spensieratezza ed entusiasmo una giornata di gioco e divertimento con il linguaggio espressivo dell’arte e della musica – afferma l’associazione Alighistos -. Nelle precedenti edizioni tanti gli incontri, i concerti, gli spettacoli per richiamare questi messaggi. Per questo significativo impegno San Nicola de Legistis è stato designato come Paese del Fanciullo nel 2017». Nel corso della festa sono previsti tanti giochi per bambini con spettacoli e stand dove si potranno degustare diversi prodotti e specialità. «L’obiettivo più importante è quello di rovesciare la prospettiva guardando il mondo e il futuro con gli occhi dei bambini per rispettare i loro diritti, come sancito nella Convenzione internazionale che risale al 20 novembre del 1989. Nonostante le carte internazionali sui diritti fondamentali, la Costituzione, i proclami, l’attuale sistema sociale, economico, produttivo, politico, non ha come obiettivo il bene dell’umanità e delle future generazioni, ma far proliferare il profitto e considerare la vita degli esseri umani soltanto merce in vendita, scatenando guerre, diffondendo ingiustizie, violenze, incertezza e precarietà: non c’è traccia di alcun sentimento di amore né per le creature umane innocenti e più fragili, né per le creature naturali. E questo cinismo è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi decenni. La società non è affatto migliorata, anzi cresce la sfiducia nel futuro, grazie alla complicità delle istituzioni che dimostrano di non avere attenzione per il mondo dell’infanzia, impegnati a compiacere gli interessi egoistici delle oligarchie plutocratiche che hanno in mano mezzi sempre più potenti per condizionare e manipolare la visione del mondo e il destino delle future generazioni».

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