giovedì,Maggio 30 2024

Vibo: il sindaco diserta il Consiglio comunale per una conferenza stampa, l’affondo di Noi con l’Italia

A neanche 24 ore dalle dichiarazioni del deputato Mangialavori sulla compattezza del centrodestra ed alle lodi per Maria Limardo, arriva il “siluro” della coordinatrice provinciale Maria Rosaria Nesci: “Manca il quorum deliberativo in Consiglio, il primo cittadino pensa solo agli eventi mondani e riproporla è impensabile”

Vibo: il sindaco diserta il Consiglio comunale per una conferenza stampa, l’affondo di Noi con l’Italia
Il Comune di Vibo e nei riquadri a destra Maria Rosaria Nesci e Maria Limardo. A sinistra Giuseppe Mangialavori
Giuseppe Mangialavori

“Vibo sta cambiando volto e per questo devo ringraziare Maria Limardo, una persona che si sta spendendo ogni giorno della sua vita per più di dodici ore al giorno per cui io non posso che dirle grazie. Poi nel momento in cui ci si siederà attorno ad un tavolo con tutta la coalizione io sono sicuro che davanti a queste cose non possa che esserci nuovamente la fiducia intorno a lei”. I ritardi? “Colpa del Covid…”. Ed ancora: “La coalizione di centrodestra è solida, solidissima e noi come centrodestra camminiamo in maniera compatta, uniti anche a Vibo”. Così parlò il deputato di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, ieri mattina ai microfoni del programma radiofonico di un entusiasta Nicolino La Gamba. Non passano però neanche 24 ore ed arriva il primo “siluro” alle sue dichiarazioni ad opera della coordinatrice provinciale di Noi con l’Italia (partito della coalizione di centrodestra), Maria Rosaria Nesci, tanto per dare ulteriore conferma (semmai ve ne fosse ancora bisogno) di quanto il deputato abbia (o meglio, non abbia) contezza della realtà che lo circonda e di quanto il polso ed il termometro della situazione politica – in città come in provincia – gli sia da tempo sfuggito di mano. [Continua in basso]

Aula semivuota a Palazzo Luigi Razza

Quando i doveri istituzionali cedono il passo alle conferenze stampa, risulta oltremodo chiaro come l’interesse pubblico passi in secondo piano di fronte ad  una spasmodica esigenza di apparire. Il concetto – afferma la Nesci – è abbastanza eloquente ed è chiaramente riferito al sindaco del Comune di Vibo Valentia che però merita una certa motivazione che di seguito espongo.  È un fatto notorio che per le ore 9.00 del 13 maggio scorso fosse stato convocato un Consiglio comunale in seduta pubblica straordinaria ed urgente al fine di approvare alcuni punti all’ordine del giorno, che, peraltro, erano stati resi noti anche da alcune testate giornalistiche locali. Ed è altrettanto un fatto notorio che per quella stessa data, per le ore 10:45, l’amministrazione comunale di Vibo Valentia avesse organizzato una conferenza di presentazione del Progetto denominato “Cardo delle Clarisse”.
Ebbene, le circostanze, così come esposte, apparentemente non desterebbero alcuna rilevanza, se non fosse però che, mentre alla citata seduta del Consiglio comunale il sindaco di Vibo Valentia è risultato assente e, quindi, sostituito dal suo vice – e ciò tanto in primo appello alle ore 9.10 circa quanto in secondo appello alle ore 10:09 – , egli è stato, invece, puntuale e presente alla conferenza stampa delle ore 10:45!

Maria Limardo

Veniamo, quindi, alla questione. Premesso che la sostituzione del sindaco è ammessa per assenza o impedimento temporaneo dello stesso, c’è da chiedersi quale fosse il motivo di assenza o di impedimento temporaneo che ha interessato la persona del sindaco e che ha imposto la sua sostituzione da parte del vice in Consiglio comunale, tanto alle ore 9.10 quanto alle ore 10:09, considerato che, peraltro, lo si ricorda, la conferenza stampa era prevista per le 10:45. Forse, l’occasione della conferenza stampa richiedeva una certa preparazione ed il sindaco era, pertanto, temporaneamente impegnato sì da non poter presenziare al Consiglio comunale. Ad ogni modo, qualunque sia stato il motivo di tale assenza, certamente non vi sono giustificazioni che reggano, in considerazione del ruolo istituzionale ricoperto e dell’importanza di tale ruolo, soprattutto se rapportato ad una banalissima conferenza stampa volta alla presentazione di un progetto che, peraltro, non è neppure dato comprendere se e come sarà predisposto ed attuato. A questo punto, però, l’assenza del sindaco dal citato Consiglio comunale legittima alcune deduzioni. [Continua in basso]

Maria Rosaria Nesci

In primo luogo, il fatto che molto probabilmente Maria Limardo abbia preso atto dell’impossibilità oggettiva di avere il necessario quorum costitutivo e deliberativo già in prima convocazione; chiaro segno, questo, del fatto che la compagine consiliare di maggioranza – rimarca la Nesci – non è più sufficiente a garantire la validità delle delibere – c.d. quorum deliberativo – se rapportata al quorum costitutivo previsto per i Consigli che si svolgono in prima convocazione.  
In secondo luogo, il fatto, oramai sotto gli occhi di tutti, o quasi tutti, che per il sindaco di Vibo Valentia le manifestazioni, gli eventi mondani, le conferenze stampa e tutte quelle occasioni che permettono di esibirsi, siano di gran lunga più importanti di qualsiasi attività istituzionale che necessiti l’espletamento di funzioni per le quali è richiesto un impegno ed una data competenza professionale. In altri termini, l’apparenza conta più della sostanza!”.
Così conclude la Nesci, non dimenticando il “Covid” citato proprio ieri da Mangialavori quale scusante dei ritardi dell’amministrazione comunale: “Alla luce di tali considerazioni e delle innumerevoli inefficienze registrate in questi anni – non solo in periodo di Covid -, mi pare, dunque, che non si possa neanche lontanamente pensare di riproporre quale candidato del centrodestra Maria Limardo. E, d’altra parte, per quanto mi consti, non mi pare che su tale candidato potrà mai esservi una convergenza del centrodestra, sicché mi sia permesso di dissentire da alcune affermazioni pubbliche altrui”.

Riproporre, dunque, Maria Limardo alla guida della città non sarà opera facile per il deputato Mangialavori, così come scaricarla al pari di quanto fatto con Elio Costa senza poi pagarne alcun prezzo politico ed elettorale. Il coordinatore regionale di Forza Italia si trova così davanti ad un bivio: scaricare la Limardo e quindi ammettere esplicitamente anche il proprio fallimento politico, avendola scelta e sempre sostenuta, o difenderla sino alla fine rischiando di spaccare ulteriormente la coalizione di centrodestra e pagarne poi un caro prezzo in termini di consensi. La telenovela, comunque la si pensi, continua e sino alle prossime elezioni comunali i “colpi di scena” – e di testa per più di qualcuno/a – non  mancheranno di certo. Anche sull’asse Vibo-Catanzaro.

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