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Fede e tradizioni, a Vibo Valentia torna la suggestiva processione delle vare

Un rito antico che ha l’intento di raccontare la passione e morte di Gesù in occasione del Venerdì Santo. Un appuntamento religioso che richiama centinaia di fedeli anche dai paesi limitrofi così come la processione della Desolata

Fede e tradizioni, a Vibo Valentia torna la suggestiva processione delle vare

È il giorno del dolore. I riti del Venerdì Santo, a Vibo Valentia, sono i più struggenti del triduo pasquale. Raccontano la passione e morte di Gesù con un crescendo di pathos e commozione. Tra le iniziative religiose più attese e partecipate figurano “le vare”. Con questo termine, infatti, si indica la processione con cui vengono rappresentati i momenti salienti degli ultimi istanti di vita terrena di Gesù Cristo. Dalla sofferenza nell’orto degli ulivi alla crocifissione, passando per la flagellazione e la via verso il Calvario. A chiudere il corteo, le statue della Madonna Addolorata, avvolta negli abiti del lutto e San Giovanni. Le effigi saranno poi protagoniste, insieme al Cristo Risorto, dell’Affruntata.

Le vare a Vibo, rito che si rinnova

La tradizione delle “vare” chiama a raccolta centinaia di fedeli anche dai paesi limitrofi. La chiesa del Rosario è il fulcro di tutto. Da lì muove la processione dei misteri dolorosi di Gesù Cristo (liturgia della Passione 15. 45, le vare ore 17. 30)  si svolge sotto l’egida dell’Arciconfraternita Maria Santissima del Rosario e San Giovanni Battista. Le vare, accompagnate da una scia infinita di fedeli e rappresentanti delle istituzioni, toccano i punti nevralgici nella città. Una volta rientrati in chiesa segue il rito della “chiamata dei santi”. Il sacerdote “chiama”, sotto al pulpito, cinque sculture: Ecce Homo, Gesù crocifisso, Gesù morto, Madonna Addolorata, San Giovanni che entra correndo.

Le Desolata

La statua della "Desolata" in processione a Vibo

Sempre il Venerdì Santo, un altro rito scandisce il cammino di fede di Vibo Valentia verso la Pasqua. Si tratta della processione della Desolata. Cambia lo scenario ma rimangono immutati i sentimenti di compartecipazione al dolore della Madonna. Dalla chiesa di San Giuseppe, cuore antico della città, parte il corteo con la statua raffigurante l’Addolorata (inizio ore 22.00). Un pugnale piantato nel cuore, il manto nero e l’espressione di dolore. La Desolata racconta la sofferenza di una madre che ha perso il figlio e che lo “cerca” disperatamente tra le vie della città. L’intero itinerario è scandito da momenti di preghiera intervallati dalla banda musicale. Nel repertorio, viene tradizionalmente eseguita “Una lagrima sulla tomba di mia madre” di Amedeo Vella, musicista di origine siciliane che fece di Vibo Valentia la sua seconda patria. L’effigie della Vergine Addolorata appartiene alla Chiesa di San Giuseppe. L’evento, curato dalla Confraternita di Gesù, Maria e Giuseppe, è una continuazione delle vare poiché vuole simboleggiare il dolore lacerante della Madonna che vaga per la città.

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