“Rinascita”: lo sconto al ristorante per gli sposi in elicottero di Nicotera

In tre indagati per aver imposto agli imprenditori della “Lo Schiavo catering” e della Tenuta Klopè un prezzo irrisorio per 300 invitati al matrimonio
In tre indagati per aver imposto agli imprenditori della “Lo Schiavo catering” e della Tenuta Klopè un prezzo irrisorio per 300 invitati al matrimonio
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Il boss Luigi Mancuso

Finisce sotto i “riflettori” dell’inchiesta “Rinascita-Scott” della Dda di Catanzaro e dei carabinieri anche il matrimonio degli sposi atterrati in elicottero a Nicotera a due passi dal castello nel settembre del 2016 e che tanto clamore aveva suscitato a livello nazionale. L’indagine permette infatti di accertare anche le “manovre” di alcuni personaggi per ottenere un forte sconto per il matrimonio dei due sposi.

Per il reato di  concorso in estorsione, aggravata dal metodo mafioso, sono infatti indagati l’imprenditore di Vibo Mario Artusa, 53 anni, Pasquale Gallone, di Nicotera, 59 anni, e Francesco Tomeo, 47 anni, di Nicotera. In particolare, Pasquale Gallone e Mario Artusa, dopo aver convocato nell’abitazione di Gallone il rappresentante legale della società “Lo Schiavo Catering srl” con sede a Vibo, ovvero Antonio Lopez Y Royo, gli avrebbero imposto un forte sconto per il servizio di ristorazione in occasione del matrimonio fra Antonio Gallone (figlio di Giuseppe Gallone, fratello di Pasquale) ed Aurora Spasari, figlia di Vincenzo Spasari, altri indagato ritenuto vicino al boss Luigi Mancuso. Secondo gli inquirenti, i tre indagati – Pasquale Gallone, Mario Artusa e Francesco Tomeo – avrebbero fatto intendere ad Antonio Lopez Y Royo che al matrimonio ed allo sconto ci “teneva assai lo zio”, ovvero quello che i carabinieri ritengono aver individuato nella persona di Luigi Mancuso. [Continua dopo la pubblicità]

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Così facendo, gli indagati avrebbero costretto gli imprenditori Antonio Lopez Y Royo (titolare del servizio di catering) e Antonio Iellamo (titolare della Tenuta Klopè a Francavilla Angitola ove il banchetto nuziale aveva avuto luogo) a ricevere, complessivamente, 40 euro circa per invitato, in luogo del prezzo abituale (e precedentemente offerto) pari ad euro 115 per invitato (per un totale ricevuto pari a circa 13.000 euro per 300/320 invitati -) in luogo di circa 34.000 euro, procurando così a Giuseppe Gallone (padre dello sposo), Antonio Gallone (lo sposo) ed Aurora Spasari (la sposa) un ingiusto profitto, consistente nella differenza tra il prezzo abitualmente praticato e quello concesso a loro (pari a circa 20mila euro). Fatto di reato risalente al 14 settembre 2016.

L'elicottero in piazza a Nicotera

Per la vicenda del volo nuziale e dell’atterraggio dell’elicottero in piazza (senza autorizzazioni) si trovano tuttora indagati dalla Procura di Vibo Valentia, in altro procedimento penale, l’allora sindaco di Nicotera Franco Pagano, il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Carmelo Ciampa, il capo della Polizia Municipale, Gregorio Milidoni, lo sposo Antonio Gallone, Salvatore Delfino, titolare dell’autonoleggio di lusso Delfino Auto, Enrico Abagnale, elicotterista già salito alle ribalte delle cronache nazionali per il volo in occasione dei funerali del boss Vittorio Casamonica a Roma, il pilota Giovanni Contieri.

Fra gli invitati al matrimonio, anche l’allora sindaco di Nicotera Franco Pagano ed il suo vicesindaco Francesco Mollese. La loro amministrazione è stata poi sciolta per infiltrazioni mafiose.

Il solo Pasquale Gallone è inoltre indagato per il reato di tentata estorsione ai danni di Antonio Lopez Y Royo in quanto avrebbe cercato di farsi corrispondere somme di denaro annuali (un “fiore”, un “pensiero” “oppure ci favorite in qualche matrimonio”), mentre unitamente a Mario Artusa si ritrova indagato per aver costretto Lopez Y Royo a rifornirsi di frutta, per la propria attività commerciale, dall’imprenditore Antonio Scrugli, ritenuto “colluso con la cosca dei Mancuso e reale intestatario dell’ impresa denominata “Naturella Frutta” con sede a Vibo”.

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