mercoledì,Aprile 24 2024

Comune di Tropea, il sindaco: «Revocare assessore Trecate? Non conosco la nota del questore»

Il primo cittadino Giovanni Macrì risponde al consigliere Piserà che aveva chiesto le dimissioni del componente della giunta citata dalla Questura per legami parentali controindicati nella proposta di ritiro di una licenza ad un ristorante del cugino. Nessuna spiegazione su altri due punti dell’interrogazione

Comune di Tropea, il sindaco: «Revocare assessore Trecate? Non conosco la nota del questore»
Il sindaco Macrì nel corso del Consiglio comunale odierno
Il Municipio di Tropea e nei riquadri Antonio Piserà, Giovanni Macri e Greta Trecate

Poco più di cinque minuti sono bastati al sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, per “liquidare” nel corso del Consiglio comunale odierno l’interrogazione che era stata presentata dal consigliere comunale di minoranza Antonio Piserà per chiedere al primo cittadino di revocare l’assessore comunale, Greta Trecate, alla luce delle considerazioni messe nero su bianco dal questore di Vibo, Cristiano Tatarelli (LEGGI QUI: Comune di Tropea: il consigliere Piserà chiede al sindaco di revocare l’assessore Trecate), nell’inoltrare richiesta alla Prefettura di voler proporre la revoca della licenza al ristorante That’s Amore di Antonio Trecate (primo cugino dell’assessore). Considerazioni che hanno posto l’accento anche sui rapporti parentali controindicati sia del titolare del ristorante, sia dell’assessore (LEGGI QUI: Revoca di una licenza commerciale a Tropea, le ragioni della Questura che menziona pure un assessore). Il sindaco Giovanni Macrì se l’è “cavata” dicendo che “il Comune ha rapporti esclusivamente con la Prefettura e si attiene e conosce i fatti per quelle che sono le indicazioni che provengono dal prefetto. Nella nota del prefetto e nella richiesta del prefetto – ha affermato il sindaco – non viene fatto alcun cenno all’assessore comunale Greta Trecate. Non aggiungo altro in merito a questa situazione, a tempo debito ne riparleremo”. Per il sindaco, dunque, poiché la Prefettura non avrebbe riportato quanto contenuto nella nota del questore anche sull’assessore Greta Trecate, il problema non esiste, anche se in precedenza è stato lo stesso primo cittadino ad ammettere di conoscere “i fatti ormai noti grazie alla stampa on line”. Il sindaco nel rispondere stamane in Consiglio comunale all’interrogazione di Piserà ha poi affermato che “andando agli altri due punti che vanno oltre la nota del questore”, l’assenza dell’assessore comunale Greta Trecate dalla riunione di giunta del febbraio 2021 – nella quale è stata decisa la costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale per il “Cimitero degli orrori” – è stata dovuta al fatto che la legge obbliga gli assessori dal non partecipare (o astenersi) a sedute che riguardano pratiche che interessano congiunti (nel caso di specie tra gli indagati c’era e c’è l’ex custode del cimitero Franco Treacate ed il figlio Salvatore, rispettivamente zio e cugino dell’assessore Greta Trecate).

Erminia Graziano

L’interrogazione di Antonio Piserà chiedeva però conto dell’assenza da tale riunione di giunta (nella quale è stata decisa la costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale per lo scandalo del cimitero) anche dell’assessore ai servizi cimiteriali, Erminia Graziano, ma su questo il sindaco non ha risposto. Nessuna risposta neppure in ordine ad altro quesito posto nell’interrogazione dal consigliere Piserà (al punto 6) ovvero se il sindaco sia a conoscenza del fatto che lo zio materno del suo assessore Greta Trecate (ovvero Ivano Pizzarelli) è stato “condannato in via definitiva nell’operazione Dinasty per associazione mafiosa (clan Mancuso)”. Così ha quindi concluso il sindaco Macrì sull’argomento: “Nemmeno mi è balenata per un secondo l’idea di ritirare le deleghe all’assessore Trecate ma ritengo che in base a quello che è stato il lavoro fatto, le deleghe all’assessore Trecate e a tutti gli altri assessori che ho avuto l’onore di avere al mio fianco durante questa esperienza, dovrebbero essere rafforzate proprio per i meriti maturati sul campo e per la trasparenza, onestà e correttezza manifestati durante il loro mandato”. Insomma, in quel di Tropea se determinati legami parentali rappresentano un pericolo per la continuazione di un’attività commerciale (tanto da arrivare alla revoca della licenza per motivi di sicurezza pubblica e al fine di evitare infiltrazioni della criminalità nella conduzione dell’impresa), gli stessi ed identici legami (Prefettura permettendo) non sono un problema (almeno per il sindaco) se si amministra la cosa pubblica con il ruolo di assessore. Amen.

LEGGI ANCHE: Revoca di una licenza commerciale a Tropea, le ragioni della Questura che menziona pure un assessore

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