mercoledì,Aprile 17 2024

Turismo lento e trekking nel Vibonese, “Mare vitae”: «Patrimonio da rendere fruibile»

L’associazione, attiva lungo la Costa degli dei, traccia un bilancio delle attività e punta ad una programmazione in grado di valorizzare i siti ambientalisti di punta del comprensorio

Turismo lento e trekking nel Vibonese, “Mare vitae”: «Patrimonio da rendere fruibile»

«Pensiamo che al territorio non manchi proprio nulla dal punto di vista turistico. Quanto possiede, in termini di beni storici, bellezze paesaggistiche, va necessariamente reso fruibile. Il tutto realizzando progetti che tutelino l’ambiente per una forma di turismo più sostenibile possibile». L’associazione “Mare vitae”, attiva nel territorio di Zambrone e lungo la Costa degli dei, traccia un bilancio delle attività finora portate avanti. Un resoconto che tiene conto delle necessità di interventi, soprattutto nel campo dei servizi. Attività che, tuttavia, rendono indispensabile una sinergia tra sodalizi e istituzioni. Il gruppo, guidato da Cristian Macrì, è composto da Maria Caterina Pietropaolo, Antonino Damp, Carmelo Staropoli, Stefania Barillaro, Daniela Lucia Calabrese e Antonio Varrà. Numerose sono le attività portate avanti. Tra le più significative e impattanti, “Passeggiando nel blu”. Una giornata frutto della collaborazione con l’associazione Angsa di Vibo Valentia che si è concretizzata con la camminata nel territorio di Zambrone con protagonisti i ragazzi con autismo. Ci sono state poi la realizzazione di alcuni sentieri di trekking capaci di raccontare la storia del territorio.

Tra questi, spicca “Il passo dei micenei”, percorso trekking che si collega ai ritrovamenti archeologici a punta di Zambrone, località costiera vibonese. Qui, grazie a campagne scavi, vennero riportate alla luce tracce di un centro abitato risalente all’età del bronzo, tra il XVII e XII secolo aC. Vennero scoperti altresì frammenti di vasi dipinti micenei a testimonianza dei legami, tutt’altro che sporadici, tra la civiltà di Creta e le antiche popolazioni locali. Tra i reperti, anche una statuetta in avorio di elefante, materiale pregiatissimo proveniente dall’Asia o dall’Africa. Un oggetto unico ed eccezionale, la più antica rappresentazione della figura umana con caratteri naturalistici finora trovata in Italia.  C’è poi, “la via del grano”, una camminata per antichi sentieri e mulattiere che conducono a paesaggi di rara bellezza. L’itinerario tocca località in passato destinate alla produzione e la lavorazione del grano, un circuito ad anello con partenza da Zambrone

Turismo lento

“Mare vitae” affronta anche un altro argomento, i cambiamenti nell’approccio del turista al territorio. Rispetto al passato, infatti, è cresciuta negli ultimi anni la predisposizione a forme di turismo diverse da quello “di massa”. Più incentrate sulla conoscenza dei luoghi, più attente all’impatto ambientale. E un piccolo cambio di passo lo hanno registrato anche le comunità che hanno ricominciato a credere nella potenzialità anche dei piccoli centri tradizionalmente posti ai margini delle rotte turistiche “che contano”: «La realizzazione dei percorsi trekking – spiegano i membri dell’associazione – rappresenta un importante punto di partenza. Le iniziative promosse hanno suscitato interesse nel popolo del trekking che ha visto un nutrita partecipazione agli eventi. Tra i nostri obbiettivi – tengono a precisare – c’è quello di rendere visitabile il territorio in modo lento e naturale, passeggiando attraverso luoghi ricchi di storia». Proprio nelle scorse settimane, durante un sopralluogo «il presidente dell’associazione Macrì ha individuato dei resti di colonne, prova di ulteriore ricchezza del territorio Zambronese dal punto di vista storico».

Lo sviluppo della cultura ambientale

La presenza a Zambrone della “Mare vitae” apporta un contributo anche dal punto di vista della sensibilizzazione al rispetto della natura, all’importanza di creare sinergie tra enti e associazioni per una maggiore veicolazione e promozione delle eccellenze della Costa degli dei: «L’intento dell’associazione – fanno rilevare i membri- è quello di sviluppare la cultura ambientale attraverso la sentieristica e la storia dei luoghi su più territori. Tutte le iniziative sono state sempre apprezzate dai partecipanti, (scolaresche, comitive, scout). Sicuramente quella con l’associazione Angsa di Vibo ha regalato a tutti un bel sorriso. Speriamo di riuscire a riproporla». Il rilancio del comprensorio vibonese e calabrese in generale, richiede un impegno fattivo, oltre sterili proclami. Il sodalizio, dalla sua parte, assicura massima disponibilità: «Tutto e migliorabile. Ma basterebbero pochi interventi per fare la differenza. Per esempio per rendere facilmente fruibili i sentieri, che potrebbero essere percorsi anche in maniera autonoma poiché pensati per un ampio segmento di camminatori. O basti pensare alla realizzazione di una segnaletica esplicativa. Al momento, le risorse dell’associazione non ne permettono la fattibilità». Per il futuro, non mancheranno importanti novità: «Nella programmazione -anticipano in conclusione- ci sono eventi trekking, eventi multiculturali, laboratori tematici».

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