L’analisi del gip sull’agguato che ha portato alla morte del 19enne di Soriano Calabro. Nelle carte le intercettazioni e la paura di essere stati ripresi da una telecamera
Aula gremita per la cerimonia di insediamento della nuova guida del palazzo di Giustizia che conosce già molte bene la realtà del Vibonese e tutte le sue criticità. Le prime parole: «Più magistrati per un territorio che ha fame di giustizia»
Sono 36 in tutto le persone coinvolte, 15 sono finite in carcere. L’inchiesta concentrata sugli scontri tra le cosche Loielo e Emanuele per il controllo del territorio, costati la vita anche a un innocente
I progetti di morte degli Emanuele e dei Piscopisani contro Rinaldo Loielo e Filippo Pagano, le figure centrali del clan e l’incarico dato al futuro collaboratore Nicola Figliuzzi di uccidere Antonino Zupo
Nell’ambito dell’inchiesta Call Me, un giovane ritenuto vicino alla ’ndrina dei “Pardea Ranisi” è stato rintracciato in un’abitazione del capoluogo. L’operazione si inserisce in un filone investigativo più ampio legato a estorsioni e comunicazioni illecite dal carcere
Cerimonia nell’auditorium della Scuola allievi agenti “Andrea Campagna” con prefetto, questore, autorità e studenti. Conferiti i riconoscimenti agli operatori che si sono distinti in servizio. Spazio anche al video sulle attività annuali, alla musica e alla visita agli stand
Nelle carte dell’inchiesta gli inquirenti pongono l’accento sull’infiltrazione della cosca nella manifestazione di Pasqua: Michele Idà avrebbe tolto il velo nero alla statua della Madonna nel momento clou del rito. Nelle intercettazioni gli insulti ai poliziotti
Con l’operazione Jerokarni viene contestato l’agguato del novembre 2015 contro tre cugini Loielo da parte del gruppo degli Emanuele. Anche telefonate anonime di scherno alla base del “botta e risposta”
Vincenzo Bartone non è indagato ma gli investigatori mettono in evidenza la sua vicinanza con esponenti del clan che affermavano: «Rispetta tutti». La sua amministrazione fu sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2022
Sentenza in tempi record dei giudici amministrativi che respingono in toto le argomentazioni difensive: «Lo scioglimento era legittimo». L’amarezza dei ricorrenti: «Verdetto già scritto»
Il difensore opta allora per un processo con rito abbreviato ma non è fornito di procura speciale da parte del proprio assistito. Udienza quindi rinviata a giovedì prossimo
Il ricordo del sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita: «La città si stringe attorno alla sua famiglia: la nostra vicinanza in questo momento di incommensurabile dolore». Franz Caruso: «Un colpo al cuore». Il Pd Calabria: «La Calabria perde una voce autorevole»
Nella missiva inviata a Il Vibonese si descrive una criticità già nota e segnalata senza esito. Cresce la preoccupazione tra chi percorre quel tratto: «Un rischio costante per la sicurezza»
Collaboratore di LaC News24 e direttore del Fatto di Calabria, è deceduto per un malore mentre si trovava in auto tra Pizzo e Vibo Marina. L’editore Maduli: «Onorato di averti conosciuto, oggi perdo un amico». Il cordoglio dei direttori editoriale e responsabile Falduto e Laratta e della redazione
VIDEO | Il commento di una delle vittime: «Comandano loro, comandano tutto». Le estorsioni e l’animale del vicino ammazzato perché abbaiava: «Adesso fallo venire a raccoglierlo». Spedizioni punitive e aggressioni: «Inginocchiati che ti sparo»
Nell’inchiesta della Dda e della polizia finiscono personaggi di primo delle famiglie Emanuele e Idà, ma anche il figlio del defunto broker della cocaina di Nicotera, così come giovani che dovevano morire per mano del clan Loielo e pure il ragazzo che si trovava in auto quando venne ucciso Filippo Ceravolo
VIDEO | I colpi d’arma da fuoco esplosi tra le persone presenti lungo via della Libertà, in pieno centro storico. Dopo una lite al bar con la vittima l’aggressore avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco più volte
Nelle carte dell’inchiesta vengono ricostruiti anche i rapporti con la famiglia di Catania Santapaola-Ercolano. Un affiliato sfuggito a una operazione antimafia tentò la fuga dalla Grecia aiutato dal locale di Ariola
Il nickname “Juventus” usato nelle chat. L’apprezzamento del clan per il lavoro svolto: «Lo stiamo lasciando stare perché è sempre buono averlo». Ecco tutte le accuse della Dda
Colpo della Polizia e della Dda al “cuore” delle ‘ndrine degli Emanuele e degli Idà. Tra gli episodi documentati dagli investigatori, l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco in pieno giorno all’interno del centro abitato