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      ‘Ndrangheta: le estorsioni a Vibo alle ditte dei rifiuti e i lavori per l’ospedale nel "mirino"

      Tredici capi di imputazione per altrettanti indagati nei cui confronti la Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini. Ecco le singole accuse dell’inchiesta portata a termine dai carabinieri e dalla Guardia di finanza fra chi ha resistito sporgendo denuncia e chi invece avrebbe fatto desistere i vibonesi godendo del sostegno di altri clan
      Giuseppe Baglivo
      5 luglio 202307:57
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      ‘Ndrangheta: le estorsioni a Vibo alle ditte dei rifiuti e i lavori per l’ospedale nel "mirino"

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      ‘Ndrangheta: le estorsioni a Vibo alle ditte dei rifiuti e i lavori per l’ospedale nel "mirino"

      ‘Ndrangheta: le estorsioni a Vibo alle ditte dei rifiuti e i lavori per l’ospedale nel "mirino"
      Domenico Macrì

      Tredici capi di imputazione contestati dalla Dda di Catanzaro a 13 indagati di cui cinque già raggiunti da ordinanza di custodia cautelare e gli altri a piede libero. L’inchiesta della Dda fa luce su molteplici e recenti episodi estorsivi avvenuti a Vibo Valentia e vede indagati: Domenico Macrì, detto “Mommo”, 39 anni, di Vibo (detenuto anche per tale procedimento); Michele Manco, 35 anni, di Vibo Valentia (detenuto per tale procedimento); Michele Pugliese Carchedi, 38 anni, anche lui di Vibo (detenuto per tale procedimento); Bartolomeo Arena, 47 anni, di Vibo Valentia (collaboratore di giustizia); Domenico Camillò, 29 anni, di Vibo Valentia; Andrea Mantella, 51 anni, di Vibo Valentia (collaboratore di giustizia); Salvatore Mantella, 49 anni, di Vibo; Vincenzo Mantella, 37 anni, di Vibo; Francesco Antonio Pardea, 37 anni, di Vibo Valentia; Salvatore Morelli, 40 anni, di Vibo; Antonio Pirritano, 31 anni, di Vibo Valentia; Andrea Ruffa, 29 anni, di Vibo Valentia (detenuto per tale procedimento); Domenico Serra, 31 anni, di Vibo Valentia (detenuto per tale procedimento). Di seguito le singole contestazioni.

      L’estorsione alla ditta Farfaglia

      La prima contestazione per il reato di estorsione è mossa ad Andrea Mantella in concorso con i cugini Salvatore e Vincenzo Mantella. In particolare, in concorso morale e materiale tra loro, sono accusati di aver avvicinato nel 2009 sul cantiere relativo a dei lavori edili sito tra Vibo e Vena Superiore – Gregorio Farfaglia, figlio di Rocco Farfaglia, titolare della ditta appaltatrice dell’opera – con minaccia consistita nel rappresentargli la necessità di “mettersi a posto”, come «peraltro già riferito in precedenza al Farfaglia da esponenti della ‘ndrina di San Gregorio d’Ippona, a loro volta interessati all’appalto in ragione sia della competenza vantata sul territorio di provenienza dell’imprenditore, sia – si legge nel capo di imputazione – del rapporto di particolare vicinanza con quest’ultimo; i tre cugini Mantella, quindi, facendo percepire alla persona offesa di far parte della cosca di ‘ndrangheta di Vibo Valentia «capace di garantire la tranquillità e la tutela della ditta» avrebbero costretto il rappresentante della ditta alla dazione, in favore del gruppo Mantella, di una somma di denaro pari ad euro 20mila, che veniva versata in quattro trance dell’importo di euro cinquemila ciascuna, la prima delle quali consegnata personalmente ad Andrea Mantella all’interno di un ristorante di Vibo Marina; le successive dazioni di denaro sarebbero state consegnate da Farfaglia nelle mani di Vincenzo e Salvatore Mantella, «senza altra causa o giustificazione che non fosse l’ubicazione del cantiere in un territorio sottoposto al controllo del proprio gruppo criminale, con corrispondente indebito profitto per sé e per la ‘ndrina di Vibo Valentia e danno per la vittima»; l’estorsione è aggravata dal metodo mafioso. Farfaglia non è indagato. [CLICCA IN BASSO SUL TASTO “AVANTI” PER LEGGERE LE ALTRE ESTORSIONI]

      L’estorsione alla ditta dei rifiuti Ased

      Operai Ased al lavoro per smaltire l'accumulo di rifiuti

      La seconda estorsione vede quale vittima Rosario Azzarà di Melito Porto Salvo, titolare della ditta Ased che aveva negli scorsi anni in appalto la raccolta dei rifiuti a Vibo (dal 2 novembre 2015 al 18 maggio 2017), poi coinvolto nell’operazione antimafia “Ecosistema” della Dda di Reggio Calabria ed attualmente ancora sotto processo. Bartolomeo Arena, Francesco Antonio Pardea, Salvatore Morelli, Michele Pugliese Carchedi e Domenico Camillò sono accusati di concorso in estorsione. In particolare, Michele Pugliese Carchedi e Domenico Camillò – su mandato di Francesco Antonio Pardea, Salvatore Morelli e Bartolomeo Arena -, si sarebbero presentati al cospetto di tre operai impegnati nella raccolta dei rifiuti urbani nei pressi dei cassonetti raccoglitori siti in via Giovanni XXIII di Vibo Valentia con volto travisato ed armati di pistola, puntando l’arma alla tempia di un operaio alla guida del mezzo da lavoro. Dopo aver intimato a quest’ultimo di allontanarsi dal veicolo, il mezzo è stato cosparso di benzina e dato alle fiamme. Facendo percepire quindi alla ditta di far parte di un sodalizio di ‘ndrangheta, gli indagati avrebbero costretto nell’aprile del 2016 il titolare della ditta Ased, Rosario Azzarà, a pagare alla ‘ndrina dei Pardea (detti “Ranisi”) «una cospicua somma di denaro che veniva suddivisa tra i suoi membri, ivi incluso Bartolomeo Arena, al quale veniva consegnata la somma di 400 euro». Anche in questo caso l’estorsione è aggravata dal metodo mafioso, al pari della contestazione relativa alla detenzione illegale e porto in luogo pubblico di una pistola.

      La tentata estorsione ai danni di Farfaglia

      In questo caso nell’agosto 2018 Mommo Macrì e Domenico Serra a bordo di un’auto e Michele Pugliese Carchedi e Michele Manco con altra auto sono accusati di essersi recati – unitamente ad Andrea Ruffa con altra auto ancora – nei pressi dell’abitazione a Bivona di Gregorio Farfaglia minacciando quest’ultimo che «qualora non avesse consegnato loro una somma quale quota parte del provento derivante dall’esecuzione dell’appalto di gestione dei rifiuti per conto del Comune di Vibo Valentia ad opera della ditta Dusty srl», Mommo Macrì avrebbe «sparato a lui ed alla sua famiglia e lo avrebbe fatto a pezzi». Gregorio Farfaglia, ritenuto dalla Dda il «referente di fatto della ditta Dusty» avrebbe però opposto un netto rifiuto alla richiesta di consegnare somme di denaro al gruppo di Mommo Macrì. Opposizione che Gregorio Farfaglia avrebbe fatto – ad avviso degli inquirenti – «anche in forza dei propri rapporti con la ‘ndrangheta di San Gregorio d’Ippona ed in particolare con Filippo Fiarè, esponente apicale del locale di San Gregorio d’Ippona, della cui protezione poteva godere al punto da paralizzare l’azione del Macrì e comunque ricondurre la composizione della vicenda nel contesto delle dinamiche criminali interne alla ‘ndragheta vibonese».

      L’affare dei rifiuti a Vibo spiegato da Mantella

      Andrea Mantella

      E’ Andrea Mantella, fra i collaboratori di giustizia, quello che meglio delinea gli affari dei clan nel settore dei rifiuti. Per il gip – anche grazie alle sue dichiarazioni – è stato ben possibile fare luce sulla “logica spartitoria tra cosche in cui lo stesso Mantella, i Fiarè ed i Mancuso partecipavano, dividendosi gli utili”. In particolare, Pantaleone Mancuso, Scarpuni, era rappresentato secondo Mantella da tale Campennì (non indagato), mentre il gruppo dei Fiarè di San Gregorio d’Ippona avrebbe operato attraverso Gregorio Giofrè (non indagato). Sul punto Andrea Mantella ha dichiarato: “Quanto ai rifiuti posso affermare che c’era un accordo tra noi e Luni Mancuso detto “Scarpuni”: la società incaricata della raccolta era del dott. Pellegrino, un siciliano e noi mettevamo i mezzi, intestati formalmente a Giurgola e a Morelli Salvatore quando era pulito; i mezzi in realtà erano stati comprati da me personalmente e, tramite loro, lavoravamo sui rifiuti; il tramite era Campennì, da sempre inserito nel settore dei rifiuti e da sempre – ha spiegato Mantella – uomo dei Mancuso; io conoscevo bene questo Pellegrino, che ho visto tre volte e lui sapeva chi ero io; Luni Mancuso metteva i mezzi per il tramite di Campennì e il patto era il seguente: se riuscivamo a tenere fuori le forze dell’ordine tutto andava liscio, altrimenti Pellegrino sapeva che doveva denunciare in Prefettura le infiltrazioni mafiose; lui ci disse che se fosse andato tutto bene ci avrebbe remunerati facendoci lavorare, anche con sovrafatturazioni con cui pagava le tangenti e con assunzioni. A Natale è venuto da me Gramendola e, oltre al cesto natalizio con champagne, salmone, eccetera, mi dava la bustarella con 10.000 euro che mandava Pellegrino unitamente al cesto; il resto delle tangenti veniva pagato mensilmente sotto forma di noleggio e stessa cosa faceva Luni Sscarpuni per il tramite di Campennì”; Secondo Mantella, quindi, i clan mafiosi “oltre a ricevere le tangenti dalla gestione dei rifiuti, imponevano le assunzioni e i mezzi che dovevano operare; questo è il modo in cui a Vibo – ha dichiarato il collaboratore – vengono gestiti i rifiuti”. [CLICCA IN BASSO SUL TASTO “AVANTI” PER LEGGERE LE ALTRE ESTORSIONI]

      L’estorsione alla ditta impegnata nei lavori per il nuovo ospedale

      Siamo nel giugno del 2020 – quindi sei mesi dopo gli arresti di Rinascita Scott del dicembre 2019 – e Michele Manco è accusato di essersi recato in auto all’interno dell’area interessata dai lavori di realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, avvicinando un autista della società Costruzioni Lucia srl minacciandolo con la seguente frase: “Dì al tuo capo che si è dimenticato degli amici”. Avrebbe così cercato di costringere il titolare della ditta subappaltatrice dei lavori con riguardo alla fornitura del calcestruzzo preconfezionato a corrispondergli non meglio definite quantità di denaro in quanto il cantiere dei lavori sarebbe ricaduto in una zona sotto il controllo mafioso della ‘ndrina dei Pardea. La contestazione di estorsione in questo caso è solo tentata – e non consumata – per la ferma opposizione della persona offesa, che rifiutava il pagamento e portava il fatto a conoscenza di del titolare della Costruzioni Procopio S. r. l. , società appaltatrice del nuovo ospedale che sporgeva denuncia. Nel luglio del 2020, quindi, Michele Manco è accusato di essersi ripresentato sul cantiere di costruzione del nuovo ospedale avvicinando nei pressi di una Stazione di carburanti altro autista della ditta “Costruzioni Lucia srl” minacciandolo con la seguente frase: “Vi siete scordati di andare  a trovare gli amici, andate a trovare gli amici sennò sparano”. Anche in questo caso il titolare della ditta Procopio, appaltatore dei lavori per il nuovo ospedale, ha sporto denuncia.

      Le ristrutturazioni dei palazzi a Vibo nel mirino dei clan

      Salvatore Morelli

      Anche le imprese impegnate nei lavori di ristrutturazione di alcuni palazzi a Vibo Valentia sarebbero finite nel “mirino” dei clan. O meglio, in questo caso nelle mire di Michele Manco, 36 anni, residente in città, coinvolto in Rinascita Scott tanto da essere stato condannato il 6 novembre 2021– al termine del troncone processuali celebrato con rito abbreviato – a 12 anni di reclusione, ma a piede libero in quanto, nelle settimane successive al suo arresto per la maxioperazione, il Tdl di Catanzaro l’ha rimesso in libertà. Michele Manco è stato ritenuto in Rinascita Scott un componente della ‘ndrina Pardea-Camillò operante a Vibo Valentia. Ad accusarlo, da ultimo, anche il collaboratore di giustizia Michele Camillò che ha collocato Michele Manco come presente alle riunioni di ‘ndrangheta a Vibo.  “Michele Manco fa parte della ‘ndrina sciolta, è stato affiliato con me ed ha la dote del Vangelo. Ricordo – ha dichiarato Michele Camillò – che una volta Salvatore Morelli lo mandò a fare un’estorsione ad un certo Ruffa che aveva vinto in un centro scommesse”. Michele Manco è stato collocato come alle dirette dipendenze di Salvatore Morelli (alias “l’Americano), Francesco Anonio Pardea (alias “U Ranisi) e Domenico Macrì (alias “Mommo).

      Francesco Antonio Pardea

      Nelle contestazioni mosse con la nuova operazione della Dda di Catanzaro, gli inquirenti – carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo e Guardia di finanza –collocano Michele Manco al centro di due tentativi di estorsione ai danni di ditte impegnate in alcuni lavori di ristrutturazione condominiali agevolati dall’eco bonus 110%. La prima richiesta estorsiva contestata a Michele Manco è datata 25 maggio 2021, quindi qualche mese prima – 6 novembre 2021 – della sua condanna a 12 anni nel maxiprocesso Rinascita Scott in abbreviato. Secondo l’accusa, Michele Manco – con altri soggetti in corso di identificazione – si sarebbe portato presso il cantiere della I. I. C. sito a Vibo Valentia in piazza Annarumma num. 10 impegnata in alcuni lavori al condominio “Rizzo”. Michele Manco alle 8 del mattino, portandosi all’esterno delle recinzione del cantiere, avrebbe quindi minacciato un operaio della ditta di Corigliano, impegnata nei lavori, con la seguente frase: “Digli al tuo capo che lo stiamo aspettando”. Scopo della minaccia quello di ottenere dalla ditta una cospicua somma di denaro in favore della ‘ndrina Pardea. L’estorsione non andava a buon fine per la ferma opposizione dell’impresa impegnata nei lavori che rifiutava il pagamento denunciando il fatto ai carabinieri. Il tentativo di estorsione è aggravato dalle modalità e dalle finalità mafiose. Importante in questo caso, ai fini dell’indagine, l’analisi del Gps installato sull’auto in uso a Michele Manco.

      E’ del 4 febbraio 2022, invece – quindi tre mesi dopo la condanna a 12 anni nel processo Rinascita Scott – il tentativo di estorsione che vede protagonista Michele Manco ai danni dei titolari delle ditte De Nisi srl e Edil Costruzioni srl. L’esponente del clan Pardea si sarebbe presentato sul cantiere sito a Vibo in via Matilde Serrao num. 9 (già traversa di via Accademie vibonesi), relativo sempre a lavori di ristrutturazione condominiali grazie all’eco bonus, minacciando un operaio della Edil Costruzioni con le seguenti parole: “Mettete le carte a posto con gli amici”. Anche in questo caso lo scopo dell’intimidazione sarebbe stato quello di ottenere somme di denaro per sé ed il proprio clan con conseguente indebito profitto. Anche in questo caso i titolari delle ditte hanno rifiutato ogni pagamento e denunciato il tutto alle forze dell’ordine. Il reato è aggravato dalle finalità e modalità mafiose ed in questo caso l’attività di indagine è stata svolta dalla Guardia di finanza. Emerge quindi dall’inchiesta come soggetti condannati a pene non da poco – 12 anni – lasciati in libertà abbiano continuato come nulla fosse a porre in essere attività delittuose, stroncate però sul nascere dalle forze dell’ordine anche grazie alle denunce (in alcuni casi sofferte ed arrivate, per paura, in un secondo momento) delle parti offese.

      LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: estorsioni a Vibo da parte dei clan, chiusa l’inchiesta per 13 indagati

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      Il rogo è divampato di notte e in poco tempo ha avvolto lo stabilimento della famiglia Sardanelli. Uno dei titolari ha tentato di fermare le fiamme con un estintore. Vigili del fuoco al lavoro per ore, sul posto anche il sindaco Sergio Pititto
      Redazione
      Pizzo, devastante incendio alla Marinella: il Lido Acqua Azzurra distrutto dalle fiamme, l’ipotesi del corto circuito\n
      Il giorno dei funerali

      «Mamma dov’è, dal dottore? Ma io la voglio»: parla il marito di Romania Piccolo morta a causa di una emorragia su cui indaga la Procura

      Bruno Virdò racconta lo strazio della tragedia che ha travolto la sua famiglia con la morte della moglie 42enne. Le ultime drammatiche ore, la corsa allo Jazzolino e il figlio di 4 anni al quale non è stato ancora detto che la madre non tonerà più: «Era tutto per noi. Raccoglierò ogni video e ogni vocale, un giorno dovrà sapere chi era»
      Cristina Iannuzzi
      «Mamma dov’è,\u00A0dal dottore?\u00A0Ma io la voglio»: parla il marito di Romania Piccolo morta a causa di una emorragia su cui indaga la Procura\n
      Prevenzione

      Vibo, la sicurezza stradale entra a scuola: gli studenti incontrano i genitori di Andrea Minasi e Michelangelo Montuoro, giovani vite spezzate sull’asfalto

      Appuntamento il 22 settembre al Polo professionale Gagliardi-De Filippis con la Polizia Stradale e l’associazione Il Dono. L’iniziativa rientra nei Roadpol Safety Days e punta a sensibilizzare gli studenti sui comportamenti che possono salvare una vita
      Redazione
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      Dall’Arma

      Maxi piantagione di cannabis nelle campagne di Nardodipace: sequestrate e distrutte 476 piante

      Operazione dei carabinieri con lo squadrone Cacciatori di Calabria e il supporto dell’elicottero. Il sistema di irrigazione conduceva in un terreno nella disponibilità di un uomo del posto che è stato denunciato alla Procura di Vibo Valentia
      Redazione
      Maxi piantagione di cannabis nelle campagne di Nardodipace: sequestrate e distrutte 476 piante\n
      Le esequie

      Vibo Marina, venerdì l’ultimo saluto a Romania Piccolo: alle 16 i funerali della 42enne morta dopo una grave emorragia

      Le esequie nella chiesa di Maria Santissima del Rosario di Pompei. La giovane madre era deceduta allo Jazzolino pochi giorni dopo un intervento chirurgico in una clinica del Cosentino. Lascia il marito Bruno e il figlio Domenico di quattro anni
      Redazione
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      Verbali scottanti

      Omicidio Boiocchi, il pentito Marco Ferdico tira in ballo un altro ultrà: «Coinvolto nel piano»

      Il collaboratore di giustizia racconta ai pm dell'incontro con Matteo Norrito prima del delitto e della moto utilizzata per l’agguato. Nei verbali anche le rivelazioni del padre Gianfranco sul ruolo di Mauro Nepi. E Beretta tira in ballo due calabresi ai quali avrebbe rivelato il progetto
      P. P. P.
      Omicidio Boiocchi, il pentito Marco Ferdico tira in ballo un altro ultrà:\u00A0«Coinvolto nel piano»\n
      Le esequie

      L’ultimo saluto a Totò Reggio, Vibo piange il suo professore: colleghi ed ex studenti per i funerali dell’87enne ferito a morte dalla sua badante

      Chiesa gremita ai funerali dell’ex docente del Liceo Morelli, morto dopo quasi tre settimane di ricovero a Catanzaro. La città rappresentata dal sindaco Romeo si è stretta attorno ai figli e ai nipoti. Da Nicotera, dove sarà seppellito, in tanti hanno raggiunto il capoluogo per l’ultimo saluto
      Cristina Iannuzzi
      L’ultimo saluto a Totò Reggio, Vibo piange il suo professore: colleghi ed\u00A0ex studenti per i funerali\u00A0dell’87enne ferito a morte dalla sua badante\n
      La decisione

      Filandari, il Tribunale respinge la sorveglianza speciale per Carmine Cichello: «Pericolosità sociale non attuale»

      La Questura di Vibo aveva chiesto anche l’obbligo di soggiorno, richiamando precedenti giudiziari e frequentazioni. Per i giudici non emergono elementi attuali sufficienti a ritenere l’uomo pericoloso per la sicurezza pubblica
      Redazione
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      Sotto casa

      Vibo, discarica abusiva in pieno centro: individuato il responsabile dell’abbandono dei rifiuti, ora rischia una multa fino a 18mila euro

      L’accumulo era comparso nei giorni scorsi in via Machiavelli. Gli accertamenti della Polizia locale e degli uffici comunali hanno consentito di risalire al trasgressore. L’area è stata ripulita dalla ditta Muraca, mentre il Comune annuncia nuovi controlli nelle zone più sensibili
      Redazione
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      La diffida

      Scavi e strade da ripristinare, l’ultimatum del Comune di Vibo verso le ditte: «Adesso basta, la città merita rispetto. Intervenite o chiederemo i danni»

      Sette giorni per completare gli interventi in via Cordopatri e via Romei. L’assessore alla Manutenzione Francesco Colelli torna su una vicenda che si trascina da mesi e annuncia una stretta anche in vista di eventuali lavori futuri
      Redazione
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      Trema la terra

      Terremoto in Calabria, sciame sismico nel Catanzarese, circa dieci scosse da questa notte: la più forte di magnitudo 3.5

      Il sisma registrato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Al momento non si registrano danni a persone o cose
      Redazione Cronaca
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      Lavori in corso

      Vibo, via degli Artigiani vietata ai pullman: per arrivare a Vibo dalle Serre dovranno prendere l’autostrada e uscire a Sant’Onofrio

      L’ordinanza firmata dal sindaco Enzo Romeo è in vigore da questa mattina e resterà valida fino alla conclusione dei lavori. Cambia anche la viabilità per gli altri veicoli. Eccezione per gli autobus diretti a Piscopio
      C. I.
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      Viabilità a brandelli

      Furto di rame sulla ferrovia nel Vibonese, caos sulla linea costiera: Intercity deviati e cinque stazioni saltate

      Circolazione ancora rallentata tra Curinga e Francavilla Angitola. I tecnici Rfi al lavoro per sostituire i cavi rubati. Due Intercity instradati via Mileto: niente fermate a Vibo Marina, Briatico, Tropea, Ricadi e Nicotera. Tutte le variazioni di orario e di percorso
      Redazione
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      ‘Ndrangheta

      Operazione Portosalvo, al via il processo d’appello in Assise con le difese pronte a ricusare un giudice - NOMI

      In primo grado ergastoli e assoluzioni per diversi omicidi consumati nel Vibonese: i delitti Palumbo, Stanganello, Fortuna e Longo. La Procura vuole sentire un collaboratore che ha già deposto a Milano
      Giuseppe Baglivo
      Operazione Portosalvo, al via il\u00A0processo d’appello in Assise con le difese pronte a ricusare un giudice -\u00A0NOMI\n
      Il passaggio

      “Multiverse” fa tappa nel Vibonese: il megayacht da 116 metri e 250 milioni avvistato tra Pizzo e Vibo Marina

      VIDEO | Il panfilo da spedizione polare di proprietà del miliardario Jury Milner è arrivato dalla Sicilia. A bordo eliporto, piscina, cinema, sauna e palestra. È capace di affrontare anche rotte estreme
      Giuseppe Addesi
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      Ultimo saluto

      Emma Bonino, funerali di Stato laici in Campidoglio: presenti anche Mattarella e Meloni

      Presenti le più alte cariche dello Stato. Sala della Protomoteca gremita di rappresentanti politici e istituzionali. La sua storia assistente: «Le sue lotte hanno cambiato il mondo»
      Redazione
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      Le esequie

      Vibo dà l’ultimo saluto al professor Totò Reggio: domani i funerali dell’ex docente del Classico morto dopo una terribile aggressione

      Le esequie mercoledì 16 settembre alle 15. L’87enne, storico insegnante di storia e filosofia al Morelli, era stato trovato gravemente ferito nella sua casa di Vibo il 19 agosto. La badante che lo assisteva è finita in carcere perché ha cercato di «operarlo» con alcuni coltelli da cucina sostenendo che nel suo addome ci fosse «un animale»
      Redazione
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      Battaglia civica

      «Firmate la petizione per fermare la strage sulla ex 522»: l’accorato appello del Forum Terzo Settore contro i rischi della litoranea vibonese -Video

      Il portavoce del Forum sollecita l’adesione alla raccolta firme per chiedere interventi strutturali sulla trafficata arteria: «La finalità è una sola: salvare vite umane»
      G. D'A.
      «Firmate la petizione per fermare la strage sulla ex 522»: l’accorato appello del Forum Terzo Settore contro i rischi della litoranea vibonese -Video\n
      La cerimonia

      Capitaneria di Porto di Vibo, cambio al vertice: Fabrizio Vittozzi subentra a Guido Avallone

      La cerimonia venerdì 18 settembre a Vibo Marina. Il comandante uscente lascia dopo due anni e si trasferisce a Roma, il successore arriva dal Comando generale della Guardia Costiera
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      Videosorveglianza, via libera ai progetti di 18 Comuni vibonesi: in ballo finanziamenti fino a 250mila euro per ogni singolo ente, ecco quali

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