martedì,Giugno 25 2024

Rinascita Scott: sentenza della Corte d’Appello per i clan del Vibonese, ecco le condanne

La Procura aveva chiesto pene per 650 anni di reclusione complessivi. Regge quasi interamente l'impianto accusatorio della Dda di Catanzaro

Rinascita Scott: sentenza della Corte d’Appello per i clan del Vibonese, ecco le condanne
La Corte d'Appello di Catanzaro e nei riquadri Pasquale Gallone, Gregorio Giofrè, Francesco Antonio Pardea e Mommo Macrì
Pasquale Gallone

Sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Caterina Capitò) nei confronti di 74 imputati del troncone del processo nato dall’operazione Rinascita Scott celebrato in primo grado con il rito abbreviato. La sentenza di primo grado era stata emessa il 6 novembre 2021. La Procura distrettuale antimafia aveva appellato 4 delle 19 assoluzioni (70 invece le condanne) decise dal gup distrettuale Claudio Paris, vale a dire quelle riguardanti Emanuela Chillà, Antonio Di Virgilio, Maurizio Fiumara di Pizzo e l’avvocato ed imprenditore vibonese Vincenzo Renda. Le condanne per gli altri imputati (quasi 650 anni di reclusione complessivi in primo grado) sono state invece appellate dai difensori. Gli imputati condannati in primo grado hanno beneficiato – per via della scelta del rito abbreviato –dello sconto di pena pari ad un terzo della pena. Giudicati con il rito abbreviato, fra gli altri, i collaboratori di giustizia di Vibo Valentia Bartolomeo ArenaGaetano Cannatà e Michele Camillò, oltre ad Emanuele Mancuso di Nicotera, figlio del più noto Pantaleone Mancuso, alias “l’Ingegnere”.

Gregorio Gasparro

La principale accusa è quella di associazione mafiosa, ma non mancano le contestazioni per diversi tentati omicidi, narcotrafficointestazione fittizia di beni, estorsione, corruzione, danneggiamento, detenzione illegale di armi ed usura.   
Tutti gli imputati ritenuti responsabili per il reato associativo sono stati condannati anche al risarcimento dei danni nei confronti dei Comuni costituiti parti civili. Le pene più alte in primo grado erano state comminate ai seguenti imputati: Mommo Macrì, Luciano Macrì, Saverio Sacchinelli, Francesco Antonio Pardea, Gregorio Niglia, Pasquale Gallone.
Domenico Camillò, posto a capo del clan Pardea-Camillò-Macrì di Vibo Valentia è stato condannato a 15 anni e 4 mesi, mentre Gregorio Gasparro di San Gregorio d’Ippona si è beccato 16 anni. Per Gregorio Giofrè, anche lui di San Gregorio d’Ippona, la condanna ammonta a 13 anni e 4 mesi. Processo totalmente da rifare (ripartendo dal primo grado) per Francesco Gasparro di San Gregorio d’Ippona. Assoluzione per l’impiegata del Tribunale di Vibo (sezione Lavoro) Carmela Cariello. Confermate anche quattro assoluzioni del primo grado che erano state appellate dalla Procura di Catanzaro: Emanuela Chillà, Antonio Di Virgilio, Maurizio Fiumara di Pizzo e l’avvocato ed imprenditore vibonese Vincenzo Renda.  [SCORRI IN BASSO E CLICCA SU “AVANTI” PER LEGGERE I NOMI DEGLI IMPUTATI E LE RICHIESTE DI CONDANNA]

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