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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

      Da Piedigrotta al Santuario di Parghelia, e poi ancora la Certosa di Serra, la Madonna della neve di Zungri e la Villa della Gioia di Paravati: angoli di pace e di preghiera che attraggono non solo fedeli ma anche studiosi e appassionati d’arte
      Giusy D'Angelo
      29 giugno 202406:15
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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

      Non solo mare e spiagge, non solo la quiete dei boschi serresi. E non solo eccellenze enogastronomiche. Tra i mille volti del comprensorio vibonese, anche un fervente turismo religioso che, grazie a luoghi di culto disseminati dalla costa all’entroterra, richiama pellegrini ma anche studiosi, appassionati d’arte e viaggiatori da ogni dove. A volte legati a figure mistiche e di grande carisma, come il beato don Mottola o la Serva di Dio, Natuzza Evolo. A volte, invece, connessi alla storia delle comunità come il santuario di Parghelia o la chiesetta di Piedigrotta a Pizzo. Esiste dunque una vera e propria “via della fede” capace di mette in collegamento piccoli e grandi centri. Flussi che rappresentano un potenziale di non poco conto per un territorio che punta a crescere sotto il profilo economico-turistico.
      Clicca su “Avanti” per scoprire i principali luoghi di culto vibonesi.

      Piedigrotta

      La suggestiva chiesetta di Piedigrotta

      È considerato un piccolo gioiello. La chiesetta di Piedigrotta di Pizzo è scavata nell’arenaria e la sua storia si snoda tra leggende e fatti realmente accaduti. In base ai racconti popolari, il culto nei riguardi della Madonna di Piedigrotta sarebbe nato come segno di ringraziamento dopo un terribile naufragio provocato da una violenta tempesta. I marinai, temendo per la loro vita, pregarono ardentemente il quadro della Vergine custodito della cabina del capitano.

      Per l’imbarcazione non ci fu scampo ma l’equipaggio si salvò. A riva venne trasportato anche il quadro della Madonna e la campana di bordo datata 1632.  I marinai mantennero la promessa: scavarono una grotta e lì vi collocarono l’effige miracolosa. Tra ‘800 e ‘900, la cappella venne ingrandita grazie al lavoro dell’artista locale Angelo Barone e del figlio Alfonso. Negli anni sessanta, a seguito di un atto vandalico che danneggiò la chiesetta in modo grave, un nipote degli scultori originari si prodigò per riportare il sito all’antico splendore. Oggi un nuovo capitolo della storia della Chiesetta, cuore pulsante del sentimento religioso locale e non. 

      Tropea, uno sguardo agli ultimi sull’esempio del Beato don Mottola

      Nel settembre del 2021, i resti di don Francesco Mottola, dopo la ricognizione canonica, sono tornati nella concattedrale di Tropea, dove sono stati riposti in un nuovo sepolcro marmoreo. Il sacerdote è stato proclamato beato un mese dopo, esattamente il 10 ottobre.  

      Don Mottola fu un esempio di vita dedicata agli ultimi, ai sofferenti, agli emarginati dalla società. Nato a Tropea nel 1901, il prete fondò la famiglia degli oblati e delle oblate del Sacro Cuore e ancora oggi la sua opera si mantiene viva e attiva tramite i suoi “discepoli”. Era un sacerdote molto seguito dai fedeli e grazie al suo impegno vennero fondate le Case della Carità a Tropea, Vibo Valentia, Parghelia, Limbadi e Roma. Nel 1942 rimase colpito da una paralisi che gli tolse quasi del tutto l’uso della parola. Si spense nel 1969 all’età di 68 anni, le sue reliquie sono conservate nel cuore della Perla del Tirreno. Il sepolcro è posto ai piedi del Crocifisso ligneo nella cappella della Concattedrale, edificata intorno all’anno mille. Sull’Altare maggiore, è custodita l’Icona della Madonna di Romania, protettrice della città. Il quadro di scuola giottesca, è stato realizzato su tavola di cedro nel XIII secolo. La devozione della comunità di Tropea nei riguardi della Vergine è molto sentita.

      Il Santuario di Parghelia e la leggenda della Madonna di Porto Salvo

      Il santuario di Parghelia e la Madonna di Porto Salvo, foto dalla pagina Fb del Santuario

      La proiezione verso l’esterno e il legame con il mare a Parghelia ebbe riflessi sull’aspetto sociale, folcloristico e religioso. I viaggi per mete lontane erano spesso rischiosi, pieni di insidie. Sollecitare la protezione divina era indispensabile. Il culto connesso alla Madonna venerata col titolo di “Portosalvo” venne infatti forgiato dalla tradizione marinara. Il quadro custodito nel locale santuario raffigura la Madonna con Gesù Bambino in braccio, circondati da una schiera di angeli. Ai loro piedi si snoda il paese di Parghelia, con le imbarcazioni e la marineria.

      La storia legata all’arrivo del quadro si fonde con la leggenda. Leggenda che, si precisa, non si riscontra con i fatti storici. Secondo questa, l’effigie della Madonna di Portosalvo giunse lungo le coste calabresi nello stesso giorno in cui a Tropea fu consegnata l’opera raffigurante Maria Santissima di Romania. Tra 700 e 800 dopo Cristo, nell’Impero bizantino, imperversava feroce la lotta contro il culto delle immagini sacre. Secondo i racconti popolari, illustrati nella pagina social del locale santuario, giunse lungo le coste calabresi una piccola nave proveniente dai lidi della antica Costantinopoli. Raggiunta la rada di Tropea, il cielo e il mare minacciavano tempesta. I marinai consegnarono quindi alla popolazione locale un quadro raffigurante la Madonna, nascosto a bordo insieme ad un’altra immagine sacra. La nave proseguì il viaggio salvo poi registrare una nuova battuta d’arresto nelle acque antistanti Parghelia. L’imbarcazione urtò uno scoglio, ad oggi chiamato “Scoglio della Madonna”. Presi da timore per l’imminente naufragio, fecero cenno ai pescatori del luogo affinchè recuperassero un ulteriore quadro. Dopo la consegna, miracolosamente, il mare si placò e la nave continuò la navigazione. Benché la leggenda sia particolarmente cara alla comunità, è più probabile che l’attuale dipinto custodito nel Santuario sia di epoche successive. Forse è stato sostituito nel tempo forse perché andato irrimediabilmente perduto.

      Recentemente il Comune si è fatto promotore de “I cammini delle civitas Mariae di Porto Salvo”, un progetto in grado di mettere in rete città del sud Italia legate al culto della Madonna di Porto Salvo.

      Il Santuario di Zungri e il quadro della bottega di Raffaello

      Il Santuario della Madonna della neve (foto del santuario dalla pagina Fb del Santuario). Immagine del quadro fornita dalla direttrice del Museo, Pietropaolo

      Il culto legato alla Madonna della neve per Zungri è parte integrante della propria identità culturale. Residenti o emigrati, nessuna differenza. Il santuario della cittadina del Poro, dedicato appunto alla Vergine con il titolo “Santa Maria ad Nives”, richiama ogni anno migliaia di fedeli sia in occasione della festa (3, 4 e 5 agosto) che durante tutto l’arco dell’anno.

      Secondo la tradizione popolare, il dipinto venne rinvenuto casualmente in un terreno privato pieno di spine e rovi. Una volta recuperato venne collocato nella chiesa matrice di San Nicola, poi distrutta dal terremoto del 1905. Tuttavia l’opera, inspiegabilmente, il giorno successivo venne rinvenuta nel luogo in cui era apparsa per la prima volta. Gli abitanti non ebbero dubbi, non poteva che trattarsi di un segno. La Madonna stava indicando il luogo dove, per suo volere, doveva essere eretta la chiesa a lei dedicata

      L’edificio religioso custodisce un pregiato dipinto di epoca rinascimentale proveniente, secondo vari studi, dalla bottega di Raffaello, considerato tra i più celebri artisti italiani di tutti i tempi. ”La Visitazione di Maria a Santa Elisabetta”  è stata restaurata nel 2018 e consegnata al culto e alla venerazione di tutti. Il dipinto, databile ai primi del 1500, rappresenta, un bene prezioso per l’intera storia dell’arte. Ogni anno Zungri accoglie circa 30mila turisti che fanno tappa nella cittadina del Poro sia per omaggiare la Vergine sia per visitare il borgo e il suggestivo insediamento rupestre. Nel 2006, la Chiesa è stata elevata a santuario mariano diocesano. Dal 2014, Zungri si fregia del titolo di “Citta mariana”. 

      Nicotera, il Santuario di San Francesco

      Il Santuario di Nicotera, foto dalla pagina Fb del Santuario

      Patrono della Calabria e della gente del mare. A Nicotera, centro costiero tra i più popolosi del Vibonese, sorge il Santuario dedicato a San Francesco di Paola. Qui, a fine Cinquecento, venne costruito un convento. La chiesa annessa venne dedicata alla figura dell’eremita, fondatore dei padri Minimi. Purtroppo, la cittadina non venne risparmiata dal drammatico terremoto del 1783. Il sisma distrusse gran parte degli edifici portando lutti e disperazione nell’intero territorio vibonese. Della chiesa originaria, infatti, resta la sola struttura. Nonostante le vicissitudini, il polo religioso non venne abbandonato ma ad oggi continua ad essere visitato e frequentato da numerosi fedeli. In aprile, il Santuario registra centinaia di presenze in occasione dei festeggiamenti religiosi legati al Santo.

      Sulle orme di San Bruno

      La Certosa di Serra San Bruno

      Nel cuore delle Serre vibonesi sorge la Certosa. L’annesso Museo, nato nel 1993 su impulso della comunità religiosa, illustra dettagliatamente le consuetudini della vita monastica certosina. Uno strumento per venire a contatto, senza disturbare la vita dei solitari, con la spiritualità dei figli di San Bruno. L’esposizione porta il visitatore attraverso gli ambienti claustrali – dalla cella alla chiesa conventuale – ricostruiti con grande fedeltà. Anche la scelta dei materiali utilizzati – dal cotto ai ruvidi intonaci – non è frutto del caso ma mira a rendere realistica l’immagine degli spazi in cui si muovono i monaci.

      Nella prima parte del percorso viene dato risalto all’ordine certosino e alla Certosa di Serra S. Bruno. Vi sono sale tematiche relative all’ iconografia bruniana, ai santi certosini, alla liturgia fino alla biblioteca. A colpire il visitatore, le stanze dedicate ai laboratori dei monaci, le riproduzioni delle celle e il relativo giardino. Lo scorrere delle ore è un flusso di ringraziamenti e offerte a Dio del proprio lavoro e delle proprie preghiere. La ricostruzione della chiesa e alcuni “tesori religiosi” impreziosiscono la visita.

      Oltre al calco del busto argenteo di San Bruno, visitabile il tronetto processionale realizzato nel 1797 dall’artista napoletano Luca Baccaro. C’è poi la statua di Santo Stefano realizzata in pietra bianca. L’opera, ai tempi collocata dentro due nicchie laterali della facciata della chiesa conventuale cinquecentesca, risale ai primi decenni del XVII secolo. Il Museo è intriso di spiritualità ed i boschi che circondano il monastero rafforzano il legame con la natura. Il viaggio termina con una piccola quanto suggestiva cappella solitaria ricavata in una torre cinquecentesca. Questi spazi consentono al mondo esterno ed a quello monastico d’incontrarsi in un modo che non snatura la scelta di vita ritirata di quest’ultimi e arricchisce l’esperienza umana dei visitatori.

      Paravati, il richiamo della Serva di Dio Natuzza Evolo

      Villa della Gioia a Paravati e, nel riquadro, Natuzza Evolo

      Era il 13 maggio 1987 quando, per volontà della Serva di Dio, Natuzza Evolo e con l’assenso dell’allora vescovo monsignor Domenico Tarcisio Cortese, al fine della realizzazione della Villa della Gioia a Paravati nacque l’Associazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, in seguito divenuta Fondazione di religione e di culto. Villa della Gioia divenne negli anni un punto di riferimento per i fedeli di tutto il mondo. Nell’impianto sono presenti un Centro anziani “Mons. Pasquale Colloca”, che è sede della Fondazione, e il Centro servizi alla persona “San Francesco di Paola”.

      Qui la presenza di Natuzza, morta nel giorno della festa di Ognissanti del 2009, è viva più che mai. Ad oggi, la sua tomba richiama ogni anno migliaia di pellegrini. Molti di loro fanno parte dei cenacoli mariani sparsi in Italia e nel mondo per sua volontà. Quella della mistica con le stigmate fu una esistenza spesa nel dare conforto ai quanti si rivolgevano a lei per una preghiera, un abbraccio, una parola di sostegno. Umile, generosa, dalla forte personalità: ad oggi viene ricordata e venerata con profondo afferro. Per i fedeli, un passo di svolta è stato rappresentato dall’annuncio, nel maggio scorso, ad opera del vescovo monsignor Attilio Nostro: la chiesa diventerà un santuario mariano.

      Spilinga e la Madonna della fontana

      A Spilinga sorge il santuario dedicato alla Madonna della fontana. Non tutti conoscono la storia del sito legata fortemente al ritrovamento di una statua. Tradizione e leggende si fondono dal momento che sono pochissimi i riferimenti storici riguardanti la vicenda. Un punto saldo è rappresentato dalla pubblicazione del volume “Spilinga e dintorni”, curato dallo storico e scrittore Agostino Gennaro nel quale vengono ricostruite le origini della devozione religiosa.

      Il culto partì con il ritrovamento dell’effigie della Madonna in una zona di campagna, lontana dal centro abitato. Siamo nella Calabria di fine Ottocento. Secondo i racconti orali, tramandati di generazione, una contadina del luogo, Domenica Muià, soprannominata “a Cicireja”, sognò la Vergine col Bambino che chiedeva il suo aiuto per liberarsi dai rovi. L’umile donna era spiazzata dalla visione e si confidò con il parroco che le consigliò di dimenticare il sogno e non farne parola con nessuno. Ma il sognò si ripeté. La Vergine chiedeva soccorso ma la donna non sapeva come aiutarla dal momento che il luogo indicato era impervio e la grotta cui la Madonna faceva riferimento era avvolta dalle sterpaglie. In più era in stato avanzato di gravidanza. Decise tuttavia di seguire le indicazioni della Vergine che le raccomandò di chiamare un operaio affinchè tagliasse, con la roncola, i rovi che ostruivano il passaggio. Alla presenza del parroco, don Scipione Petracca, venne alla luce la sacra immagine che si trovava veramente in una nicchia scavata all’interno della grande grotta arenaria completamente nascosta da una fitta vegetazione: “Fra i rovi e fra le ortiche, ti rivelasti un dì”, racconta la tradizione popolare. «Nel giro di pochi giorni la notizia del suo ritrovamento- evidenzia il professor Gennaro nel suo studio- si sparse a macchia d’olio. La bellezza e l’amenità del luogo e la fama di questa Madre miracolosa attirò molti pellegrini rendendo famoso il nome di Spilinga e la grande ospitalità del popolo locale. In poco tempo il paese divenne tra i luoghi più frequentati del promontorio del Poro varcando finanche i limiti dell’Angitola e del Mesima. La grotta divenne in pochissimo tempo meta di pellegrinaggio». Tant’è che molti fedeli «alcuni anziani e malati trascorrevano la notte della vigilia della festa nei pressi della grotta». Nel 1933, giunto a Spilinga don Carmine Cortese, il culto venne regolarizzato.

      Dinami e il Santuario della Madonna della Catena

      La statua della Madonna della Catena di Dinami

      Nel territorio di Dinami sorge l’antico santuario dedicato alla Madonna della catena. In base alle fonti storiche, nel Seicento venne fondato un convento intitolato appunto alla Madonna della catena. La sua vita fu tuttavia breve perché venne soppresso e le rendite affidate al seminario di Mileto fino al 1769.

      In quell’anno – riporta il sito ufficiale del Santuario – il parroco don Giuseppe Cotronea chiese ed ottenne dalla curia Vescovile di Mileto, di unirlo alla chiesa parrocchiale che già allora era intitolata a S. Michele Arcangelo. Il convento, ubicato in contrada Castellammare, era ormai deserto da tempo e andò in rovina fino a quando si decise di adibirlo a cimitero unico per Dinami, Melicuccà, Monsoreto. Dopo un periodo di abbandono, la chiesa venne ristrutturata. Riacquistò l’antico splendore, tornando ad accogliere turisti da ogni dove. In epoca moderna, la rinascita del sito è stata realizzata grazie al trasferimento della statua della Madonna dalla parrocchia di San Michele al Santuario a lei dedicato. Era il 1983. Una decisione storica, quella assunta da don Agostino Zangari, che permise al sito di diventare un vitale luogo di culto.

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      religione · turismo

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      L’iniziativa

      Tirocini negli uffici comunali: a Serra San Bruno approvata la convenzione con l’Istituto superiore Einaudi

      L’iniziativa rientra nei percorsi di alternanza scuola-lavoro e coinvolgeranno alcuni ragazzi frequentato la scuola locale. Via libera dalla giunta comunale guidata dal sindaco Barillari
      G.D'A.
      Tirocini negli uffici comunali: a Serra San Bruno approvata la convenzione con l’Istituto superiore Einaudi\n
      Musica e colori

      Carri allegorici, sfilate e balli in maschera: gli eventi di Carnevale tra Vibo e provincia (pioggia permettendo)

      La festa più colorata dell’anno pronta ad animare le vie e le piazze dei centri vibonesi. Non solo esibizioni e premiazioni: ad arricchire le giornate anche degustazioni di dolci, musica e spettacoli. Ecco gli appuntamenti più importanti
      Giusy D'Angelo
      Carri allegorici, sfilate e balli in maschera: gli eventi di Carnevale tra Vibo e provincia (pioggia permettendo)\n
      PROGETTO SOLIDALE

      Vibo, il calendario della Casa della carità racconta la riabilitazione attraverso la fotografia e promuove la “Terapia sospesa”

      Una narrazione per immagini che rafforza il legame con la comunità locale e valorizza il lavoro di volontari e operatori. E intanto ecco la possibilità di offrire cure a chi non può permetterselo
      Lorenzo Muratore
      Vibo, il calendario della Casa della carità\u00A0racconta la riabilitazione attraverso la fotografia e promuove la “Terapia sospesa”\n
      La rassegna

      Vibo, al via il Festival dei giovani talenti musicali: otto concerti con interpreti già affermati a livello internazionale

      Le esibizioni dal 10 al 28 febbraio. Il direttore del Comitato nazionale italiano della musica Francescantonio Pollice: «Un progetto che restituisce alla Calabria un ruolo attivo in un network culturale globale»
      Redazione
      Vibo, al via\u00A0il Festival dei giovani talenti musicali: otto concerti con interpreti già affermati a livello internazionale\n
      L’inaugurazione

      Arte, gioco, memoria e solidarietà in campo a Vibo Valentia: in piazza Municipio l’inaugurazione della statua interattiva "Lascia un cuore in Calabria".

      L’appuntamento è per sabato prossimo. Nel corso della serata spazio anche ai “giochi di una volta” e all’inizia solidale in memoria di Claudio La Rocca
      Giuseppe Currà
      Arte, gioco, memoria e solidarietà in campo a Vibo Valentia: in piazza Municipio l’inaugurazione della statua interattiva \"Lascia un cuore in Calabria\".\n
      Il ricordo

      Pagò con la vita la scelta della giustizia: Vibo Valentia onora l’ultimo Questore di Fiume Giovanni Palatucci

      A 81 anni dalla morte a Dachau, la città celebra uno strenuo difensore di ebrei e perseguitati politici, che con il suo coraggio si oppose alla deportazione nazifascista. Diversi i presenti alla commemorazione di Parco delle Rimembranze con l’omaggio dal questore vibonese Rodolfo Ruperti
      Redazione
      Pagò con la vita la scelta della giustizia: Vibo Valentia onora l’ultimo Questore di Fiume Giovanni Palatucci\n
      L’iniziativa

      Bullismo e cyberbullismo, momento di confronto a Limbadi grazie al convegno promosso dal Comune

      L’incontro ha visto la partecipazione di numerosi studenti ed esperti del settore. Tra i relatori, avvocati, assistenti sociali, psicologi e ispettori della Polizia di Stato
      Redazione
      Bullismo e cyberbullismo, momento di confronto a Limbadi grazie al\u00A0convegno promosso dal Comune\n
      Piccoli talenti

      La scuola di danza Skorpion di Pannaconi brilla al contest Jedance: a Rende quattro podi per i giovanissimi ballerini

      L’evento di danza ospitato al Garden ha accolto partecipanti da ogni angolo della Calabria e anche dalla Sicilia. I gruppi guidati dalla maestra Felicetta Currao hanno ottenuto ottimi piazzamenti
      Giusy D'Angelo
      La scuola di danza Skorpion di Pannaconi brilla al contest Jedance: a Rende quattro podi per i giovanissimi ballerini\n
      L’intervista

      Gratteri, i «pericoli» nella riforma della giustizia: «In Italia il potere non vuole farsi controllare»

      Dalla stretta sulle intercettazioni all’abolizione dell’abuso d’ufficio fino agli interventi della maggioranza sulla Corte dei Conti e la Costituzione, il procuratore calabrese illustra a LaC una deriva che toglie diritti ai cittadini “normali”. E denuncia il rischio di un «pm sotto l’egida della politica»
      Alessia Truzzolillo
      Gratteri, i «pericoli» nella riforma della giustizia: «In Italia il potere non vuole farsi controllare»\n
      Prevenzione

      “Costruiamo anche sicurezza”, Ance Vibo illustra al questore il progetto ideato dopo la tragedia di Crans-Montana e rivolto ai ragazzi

      Ruperti ha accolto una delegazione dell’Associazione nazionale costruttori edili che in seguito al rogo mortale in Svizzera costato la vita a 41 giovani ha pensato a un progetto che coinvolge direttamente le scuole. Nei prossimi giorni la presentazione alla stampa
      Redazione
      “Costruiamo anche sicurezza”, Ance Vibo illustra al questore il progetto ideato dopo la tragedia di Crans-Montana e rivolto ai ragazzi\n
      L’iniziativa

      Erasmus, studenti non vedenti da Bucarest al Vibonese: formazione e inclusione tra Mileto e Tropea

      Gli allievi dello storico istituto “Regina Elisabeta” hanno offerto le loro professionalità agli anziani del Santa Rita. Spazio anche alla cultura con la visita al Museo nazionale
      Giuseppe Currà
      Erasmus, studenti non vedenti da Bucarest al Vibonese: formazione e\u00A0inclusione\u00A0tra Mileto e Tropea
      Lettera aperta

      «La chiusura delle scuole è un’illusione di sicurezza: i pericoli valgono per tutti e non bastano le ordinanze»

      La riflessione di un lettore che interviene sul degrado del territorio e sulle responsabilità: «Il dissesto idrogeologico non è una fatalità. È il risultato di una pressione antropica continua, di interventi sbagliati, di manutenzioni mai fatte»
      Redazione
      «La chiusura delle scuole è un’illusione di sicurezza: i pericoli valgono per tutti e non bastano le ordinanze»\n
      I format di LaC

      La cucina calabrese e la storia di riscatto di Francesco Messina: T’appatumi protagonista di LaC Storie -Video

      Il cuoco di San Costantino Calabro approda nella nuova puntata a cura del videoreporter Saverio Caracciolo. Appuntamento domenica 8 febbraio alle ore 12.00 su LaC tv, canale 11 del digitale terrestre
      Redazione
      La cucina calabrese e la storia di riscatto di Francesco Messina: T’appatumi protagonista di LaC Storie -Video\n
      Iniziativa solidale

      Vibo, un taglio ai capelli per far crescere la solidarietà: ecco il progetto Hair Smile a favore dei malati oncologici

      L’iniziativa del Rotaract coinvolge la città per realizzare parrucche destinate ai pazienti. In prima fila l'hair stylist Michele D'Angelo con il suo salone I Visionari e l'adesione della campionessa di Karate Viola Zangara tra le prime a donare le sue ciocche
      Vibo, un taglio ai capelli per far crescere la solidarietà: ecco il progetto\u00A0Hair Smile a favore dei malati oncologici\n
      Emergenza nazionale

      Metal detector nelle scuole Vibonesi? I dirigenti scolastici commentano la stretta ministeriale: «Noi la sicurezza l’affrontiamo sul piano educativo»

      VIDEO | La recente direttiva congiunta dei ministri Piantedosi e Valditara, emanata sull’onda emotiva dei fatti di La Spezia, contiene indicazioni per innalzare il livello di sicurezza negli istituti scolastici di concerto con le Prefetture. Ma per i presidi è difficilmente applicabile, mentre resta fondamentale la prevenzione
      Stefano Mandarano
      Metal detector nelle scuole Vibonesi? I\u00A0dirigenti scolastici commentano la stretta ministeriale: «Noi la sicurezza l’affrontiamo sul piano educativo»\n
      Le polemiche

      Nuovo regolamento per i dehors a Vibo, tensione in Comune. Muzzopappa si alza e se ne va: «Non avete invitato i commercianti»

      Il consigliere d’opposizione stigmatizza quanto avvenuto in Seconda commissione durante la discussione sul nuovo regolamento che disciplina lo spazio esterno di bar e ristoranti
      Enrico De Girolamo
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      Il riconoscimento

      La sindaca di Brognaturo Rossana Tassone tra le 126 prime cittadine del Sud premiate per il loro impegno nelle aree interne

      La premiazione a Villa Orsini, sede storica del G7. Un riconoscimento per la giovane amministratrice che si unisce al lavoro nelle commissioni in Anci nazionale
      Redazione
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      Insolita protesta

      Limbadi, un water al centro della strada per segnalare l’ennesima buca sul corso

      È questa l’immagine diventata virale tra i residenti del centro vibonese. Una sorta di protesta esplicita contro lo stato della rete viaria cittadina costellata di profonde voragini e asfalto sbriciolato
      E.D.G.
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      Il riconoscimento

      Donne alla guide delle aree interne: premiata anche la sindaca di Filadelfia Anna Bartucca

      La cerimonia promossa da Svimar con l’alto patrocinio del ministero dell’Interno si è svolta in Campania. La prima cittadina: «Riconoscimento non personale ma per tutta la comunità»
      Redazione
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