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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

      Da Piedigrotta al Santuario di Parghelia, e poi ancora la Certosa di Serra, la Madonna della neve di Zungri e la Villa della Gioia di Paravati: angoli di pace e di preghiera che attraggono non solo fedeli ma anche studiosi e appassionati d’arte
      Giusy D'Angelo
      29 giugno 202406:15
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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

      Non solo mare e spiagge, non solo la quiete dei boschi serresi. E non solo eccellenze enogastronomiche. Tra i mille volti del comprensorio vibonese, anche un fervente turismo religioso che, grazie a luoghi di culto disseminati dalla costa all’entroterra, richiama pellegrini ma anche studiosi, appassionati d’arte e viaggiatori da ogni dove. A volte legati a figure mistiche e di grande carisma, come il beato don Mottola o la Serva di Dio, Natuzza Evolo. A volte, invece, connessi alla storia delle comunità come il santuario di Parghelia o la chiesetta di Piedigrotta a Pizzo. Esiste dunque una vera e propria “via della fede” capace di mette in collegamento piccoli e grandi centri. Flussi che rappresentano un potenziale di non poco conto per un territorio che punta a crescere sotto il profilo economico-turistico.
      Clicca su “Avanti” per scoprire i principali luoghi di culto vibonesi.

      Piedigrotta

      La suggestiva chiesetta di Piedigrotta

      È considerato un piccolo gioiello. La chiesetta di Piedigrotta di Pizzo è scavata nell’arenaria e la sua storia si snoda tra leggende e fatti realmente accaduti. In base ai racconti popolari, il culto nei riguardi della Madonna di Piedigrotta sarebbe nato come segno di ringraziamento dopo un terribile naufragio provocato da una violenta tempesta. I marinai, temendo per la loro vita, pregarono ardentemente il quadro della Vergine custodito della cabina del capitano.

      Per l’imbarcazione non ci fu scampo ma l’equipaggio si salvò. A riva venne trasportato anche il quadro della Madonna e la campana di bordo datata 1632.  I marinai mantennero la promessa: scavarono una grotta e lì vi collocarono l’effige miracolosa. Tra ‘800 e ‘900, la cappella venne ingrandita grazie al lavoro dell’artista locale Angelo Barone e del figlio Alfonso. Negli anni sessanta, a seguito di un atto vandalico che danneggiò la chiesetta in modo grave, un nipote degli scultori originari si prodigò per riportare il sito all’antico splendore. Oggi un nuovo capitolo della storia della Chiesetta, cuore pulsante del sentimento religioso locale e non. 

      Tropea, uno sguardo agli ultimi sull’esempio del Beato don Mottola

      Nel settembre del 2021, i resti di don Francesco Mottola, dopo la ricognizione canonica, sono tornati nella concattedrale di Tropea, dove sono stati riposti in un nuovo sepolcro marmoreo. Il sacerdote è stato proclamato beato un mese dopo, esattamente il 10 ottobre.  

      Don Mottola fu un esempio di vita dedicata agli ultimi, ai sofferenti, agli emarginati dalla società. Nato a Tropea nel 1901, il prete fondò la famiglia degli oblati e delle oblate del Sacro Cuore e ancora oggi la sua opera si mantiene viva e attiva tramite i suoi “discepoli”. Era un sacerdote molto seguito dai fedeli e grazie al suo impegno vennero fondate le Case della Carità a Tropea, Vibo Valentia, Parghelia, Limbadi e Roma. Nel 1942 rimase colpito da una paralisi che gli tolse quasi del tutto l’uso della parola. Si spense nel 1969 all’età di 68 anni, le sue reliquie sono conservate nel cuore della Perla del Tirreno. Il sepolcro è posto ai piedi del Crocifisso ligneo nella cappella della Concattedrale, edificata intorno all’anno mille. Sull’Altare maggiore, è custodita l’Icona della Madonna di Romania, protettrice della città. Il quadro di scuola giottesca, è stato realizzato su tavola di cedro nel XIII secolo. La devozione della comunità di Tropea nei riguardi della Vergine è molto sentita.

      Il Santuario di Parghelia e la leggenda della Madonna di Porto Salvo

      Il santuario di Parghelia e la Madonna di Porto Salvo, foto dalla pagina Fb del Santuario

      La proiezione verso l’esterno e il legame con il mare a Parghelia ebbe riflessi sull’aspetto sociale, folcloristico e religioso. I viaggi per mete lontane erano spesso rischiosi, pieni di insidie. Sollecitare la protezione divina era indispensabile. Il culto connesso alla Madonna venerata col titolo di “Portosalvo” venne infatti forgiato dalla tradizione marinara. Il quadro custodito nel locale santuario raffigura la Madonna con Gesù Bambino in braccio, circondati da una schiera di angeli. Ai loro piedi si snoda il paese di Parghelia, con le imbarcazioni e la marineria.

      La storia legata all’arrivo del quadro si fonde con la leggenda. Leggenda che, si precisa, non si riscontra con i fatti storici. Secondo questa, l’effigie della Madonna di Portosalvo giunse lungo le coste calabresi nello stesso giorno in cui a Tropea fu consegnata l’opera raffigurante Maria Santissima di Romania. Tra 700 e 800 dopo Cristo, nell’Impero bizantino, imperversava feroce la lotta contro il culto delle immagini sacre. Secondo i racconti popolari, illustrati nella pagina social del locale santuario, giunse lungo le coste calabresi una piccola nave proveniente dai lidi della antica Costantinopoli. Raggiunta la rada di Tropea, il cielo e il mare minacciavano tempesta. I marinai consegnarono quindi alla popolazione locale un quadro raffigurante la Madonna, nascosto a bordo insieme ad un’altra immagine sacra. La nave proseguì il viaggio salvo poi registrare una nuova battuta d’arresto nelle acque antistanti Parghelia. L’imbarcazione urtò uno scoglio, ad oggi chiamato “Scoglio della Madonna”. Presi da timore per l’imminente naufragio, fecero cenno ai pescatori del luogo affinchè recuperassero un ulteriore quadro. Dopo la consegna, miracolosamente, il mare si placò e la nave continuò la navigazione. Benché la leggenda sia particolarmente cara alla comunità, è più probabile che l’attuale dipinto custodito nel Santuario sia di epoche successive. Forse è stato sostituito nel tempo forse perché andato irrimediabilmente perduto.

      Recentemente il Comune si è fatto promotore de “I cammini delle civitas Mariae di Porto Salvo”, un progetto in grado di mettere in rete città del sud Italia legate al culto della Madonna di Porto Salvo.

      Il Santuario di Zungri e il quadro della bottega di Raffaello

      Il Santuario della Madonna della neve (foto del santuario dalla pagina Fb del Santuario). Immagine del quadro fornita dalla direttrice del Museo, Pietropaolo

      Il culto legato alla Madonna della neve per Zungri è parte integrante della propria identità culturale. Residenti o emigrati, nessuna differenza. Il santuario della cittadina del Poro, dedicato appunto alla Vergine con il titolo “Santa Maria ad Nives”, richiama ogni anno migliaia di fedeli sia in occasione della festa (3, 4 e 5 agosto) che durante tutto l’arco dell’anno.

      Secondo la tradizione popolare, il dipinto venne rinvenuto casualmente in un terreno privato pieno di spine e rovi. Una volta recuperato venne collocato nella chiesa matrice di San Nicola, poi distrutta dal terremoto del 1905. Tuttavia l’opera, inspiegabilmente, il giorno successivo venne rinvenuta nel luogo in cui era apparsa per la prima volta. Gli abitanti non ebbero dubbi, non poteva che trattarsi di un segno. La Madonna stava indicando il luogo dove, per suo volere, doveva essere eretta la chiesa a lei dedicata

      L’edificio religioso custodisce un pregiato dipinto di epoca rinascimentale proveniente, secondo vari studi, dalla bottega di Raffaello, considerato tra i più celebri artisti italiani di tutti i tempi. ”La Visitazione di Maria a Santa Elisabetta”  è stata restaurata nel 2018 e consegnata al culto e alla venerazione di tutti. Il dipinto, databile ai primi del 1500, rappresenta, un bene prezioso per l’intera storia dell’arte. Ogni anno Zungri accoglie circa 30mila turisti che fanno tappa nella cittadina del Poro sia per omaggiare la Vergine sia per visitare il borgo e il suggestivo insediamento rupestre. Nel 2006, la Chiesa è stata elevata a santuario mariano diocesano. Dal 2014, Zungri si fregia del titolo di “Citta mariana”. 

      Nicotera, il Santuario di San Francesco

      Il Santuario di Nicotera, foto dalla pagina Fb del Santuario

      Patrono della Calabria e della gente del mare. A Nicotera, centro costiero tra i più popolosi del Vibonese, sorge il Santuario dedicato a San Francesco di Paola. Qui, a fine Cinquecento, venne costruito un convento. La chiesa annessa venne dedicata alla figura dell’eremita, fondatore dei padri Minimi. Purtroppo, la cittadina non venne risparmiata dal drammatico terremoto del 1783. Il sisma distrusse gran parte degli edifici portando lutti e disperazione nell’intero territorio vibonese. Della chiesa originaria, infatti, resta la sola struttura. Nonostante le vicissitudini, il polo religioso non venne abbandonato ma ad oggi continua ad essere visitato e frequentato da numerosi fedeli. In aprile, il Santuario registra centinaia di presenze in occasione dei festeggiamenti religiosi legati al Santo.

      Sulle orme di San Bruno

      La Certosa di Serra San Bruno

      Nel cuore delle Serre vibonesi sorge la Certosa. L’annesso Museo, nato nel 1993 su impulso della comunità religiosa, illustra dettagliatamente le consuetudini della vita monastica certosina. Uno strumento per venire a contatto, senza disturbare la vita dei solitari, con la spiritualità dei figli di San Bruno. L’esposizione porta il visitatore attraverso gli ambienti claustrali – dalla cella alla chiesa conventuale – ricostruiti con grande fedeltà. Anche la scelta dei materiali utilizzati – dal cotto ai ruvidi intonaci – non è frutto del caso ma mira a rendere realistica l’immagine degli spazi in cui si muovono i monaci.

      Nella prima parte del percorso viene dato risalto all’ordine certosino e alla Certosa di Serra S. Bruno. Vi sono sale tematiche relative all’ iconografia bruniana, ai santi certosini, alla liturgia fino alla biblioteca. A colpire il visitatore, le stanze dedicate ai laboratori dei monaci, le riproduzioni delle celle e il relativo giardino. Lo scorrere delle ore è un flusso di ringraziamenti e offerte a Dio del proprio lavoro e delle proprie preghiere. La ricostruzione della chiesa e alcuni “tesori religiosi” impreziosiscono la visita.

      Oltre al calco del busto argenteo di San Bruno, visitabile il tronetto processionale realizzato nel 1797 dall’artista napoletano Luca Baccaro. C’è poi la statua di Santo Stefano realizzata in pietra bianca. L’opera, ai tempi collocata dentro due nicchie laterali della facciata della chiesa conventuale cinquecentesca, risale ai primi decenni del XVII secolo. Il Museo è intriso di spiritualità ed i boschi che circondano il monastero rafforzano il legame con la natura. Il viaggio termina con una piccola quanto suggestiva cappella solitaria ricavata in una torre cinquecentesca. Questi spazi consentono al mondo esterno ed a quello monastico d’incontrarsi in un modo che non snatura la scelta di vita ritirata di quest’ultimi e arricchisce l’esperienza umana dei visitatori.

      Paravati, il richiamo della Serva di Dio Natuzza Evolo

      Villa della Gioia a Paravati e, nel riquadro, Natuzza Evolo

      Era il 13 maggio 1987 quando, per volontà della Serva di Dio, Natuzza Evolo e con l’assenso dell’allora vescovo monsignor Domenico Tarcisio Cortese, al fine della realizzazione della Villa della Gioia a Paravati nacque l’Associazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, in seguito divenuta Fondazione di religione e di culto. Villa della Gioia divenne negli anni un punto di riferimento per i fedeli di tutto il mondo. Nell’impianto sono presenti un Centro anziani “Mons. Pasquale Colloca”, che è sede della Fondazione, e il Centro servizi alla persona “San Francesco di Paola”.

      Qui la presenza di Natuzza, morta nel giorno della festa di Ognissanti del 2009, è viva più che mai. Ad oggi, la sua tomba richiama ogni anno migliaia di pellegrini. Molti di loro fanno parte dei cenacoli mariani sparsi in Italia e nel mondo per sua volontà. Quella della mistica con le stigmate fu una esistenza spesa nel dare conforto ai quanti si rivolgevano a lei per una preghiera, un abbraccio, una parola di sostegno. Umile, generosa, dalla forte personalità: ad oggi viene ricordata e venerata con profondo afferro. Per i fedeli, un passo di svolta è stato rappresentato dall’annuncio, nel maggio scorso, ad opera del vescovo monsignor Attilio Nostro: la chiesa diventerà un santuario mariano.

      Spilinga e la Madonna della fontana

      A Spilinga sorge il santuario dedicato alla Madonna della fontana. Non tutti conoscono la storia del sito legata fortemente al ritrovamento di una statua. Tradizione e leggende si fondono dal momento che sono pochissimi i riferimenti storici riguardanti la vicenda. Un punto saldo è rappresentato dalla pubblicazione del volume “Spilinga e dintorni”, curato dallo storico e scrittore Agostino Gennaro nel quale vengono ricostruite le origini della devozione religiosa.

      Il culto partì con il ritrovamento dell’effigie della Madonna in una zona di campagna, lontana dal centro abitato. Siamo nella Calabria di fine Ottocento. Secondo i racconti orali, tramandati di generazione, una contadina del luogo, Domenica Muià, soprannominata “a Cicireja”, sognò la Vergine col Bambino che chiedeva il suo aiuto per liberarsi dai rovi. L’umile donna era spiazzata dalla visione e si confidò con il parroco che le consigliò di dimenticare il sogno e non farne parola con nessuno. Ma il sognò si ripeté. La Vergine chiedeva soccorso ma la donna non sapeva come aiutarla dal momento che il luogo indicato era impervio e la grotta cui la Madonna faceva riferimento era avvolta dalle sterpaglie. In più era in stato avanzato di gravidanza. Decise tuttavia di seguire le indicazioni della Vergine che le raccomandò di chiamare un operaio affinchè tagliasse, con la roncola, i rovi che ostruivano il passaggio. Alla presenza del parroco, don Scipione Petracca, venne alla luce la sacra immagine che si trovava veramente in una nicchia scavata all’interno della grande grotta arenaria completamente nascosta da una fitta vegetazione: “Fra i rovi e fra le ortiche, ti rivelasti un dì”, racconta la tradizione popolare. «Nel giro di pochi giorni la notizia del suo ritrovamento- evidenzia il professor Gennaro nel suo studio- si sparse a macchia d’olio. La bellezza e l’amenità del luogo e la fama di questa Madre miracolosa attirò molti pellegrini rendendo famoso il nome di Spilinga e la grande ospitalità del popolo locale. In poco tempo il paese divenne tra i luoghi più frequentati del promontorio del Poro varcando finanche i limiti dell’Angitola e del Mesima. La grotta divenne in pochissimo tempo meta di pellegrinaggio». Tant’è che molti fedeli «alcuni anziani e malati trascorrevano la notte della vigilia della festa nei pressi della grotta». Nel 1933, giunto a Spilinga don Carmine Cortese, il culto venne regolarizzato.

      Dinami e il Santuario della Madonna della Catena

      La statua della Madonna della Catena di Dinami

      Nel territorio di Dinami sorge l’antico santuario dedicato alla Madonna della catena. In base alle fonti storiche, nel Seicento venne fondato un convento intitolato appunto alla Madonna della catena. La sua vita fu tuttavia breve perché venne soppresso e le rendite affidate al seminario di Mileto fino al 1769.

      In quell’anno – riporta il sito ufficiale del Santuario – il parroco don Giuseppe Cotronea chiese ed ottenne dalla curia Vescovile di Mileto, di unirlo alla chiesa parrocchiale che già allora era intitolata a S. Michele Arcangelo. Il convento, ubicato in contrada Castellammare, era ormai deserto da tempo e andò in rovina fino a quando si decise di adibirlo a cimitero unico per Dinami, Melicuccà, Monsoreto. Dopo un periodo di abbandono, la chiesa venne ristrutturata. Riacquistò l’antico splendore, tornando ad accogliere turisti da ogni dove. In epoca moderna, la rinascita del sito è stata realizzata grazie al trasferimento della statua della Madonna dalla parrocchia di San Michele al Santuario a lei dedicato. Era il 1983. Una decisione storica, quella assunta da don Agostino Zangari, che permise al sito di diventare un vitale luogo di culto.

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      S. M.
      Nuovi investimenti per lo sport a Stefanaconi: 166mila euro per riaprire il Centro polivalente e il campo Falcone\n
      La denuncia

      Crollo in via Coltura a Mileto, dal mese di gennaio la rete fognaria continua a scaricare a cielo aperto 

      Il cedimento della carreggiata è avvenuto circa due mesi fa a pochi metri dalle case. Da allora tutto è rimasto invariato e i reflui continuano ad ammorbare l’aria 
      Giuseppe Currà
      Crollo in via Coltura a Mileto, dal mese di gennaio la rete fognaria continua a scaricare a cielo aperto\u00A0\n
      Il dibattito

      Dall’apertura al traffico alla copertura con pannelli solari, il destino di corso Vittorio Emanuele III torna al centro del dibattito a Vibo

      La pregiudiziale presentata dalla neo consigliera comunale Petracca punta a ridare ossigeno al commercio ma si scontra con la tendenza verso una città più a misura di persona. L’architetto Santoro propone un modello opposto e sogna una galleria urbana che generi energia pulita
      S. M.
      Dall’apertura al traffico alla copertura con pannelli\u00A0solari,\u00A0il destino di corso Vittorio Emanuele III torna al centro del dibattito a Vibo\n
      Eventi culturali

      Eventi per bambini e ragazzi a Vibo: il Comune esalta un marzo ricco di iniziative rivolte ai più giovani

      Tra sport, teatro e gioco, segnalate le tante attività promosse dall’Amministrazione comunale. Domani sarà la volta di Pinocchio al Teatro comunale. L’assessore Soriano: «È giunto il momento di mettere i ragazzi al centro della nostra azione»
      Redazione
      Eventi per bambini e ragazzi a Vibo: il Comune esalta un marzo ricco di iniziative rivolte ai più giovani\n
      Il pasticcio

      La vernice si stacca dalle barriere pedonali appena installate, l’ira del sindaco Romeo: «Schiaffo alla nostra città»

      L’intervento del primo cittadino stigmatizza l’approssimazione della verniciatura delle strutture poste lungo il marciapiede di via Santa Ruba e diffida la ditta. Un’uscita che conferma la linea intransigente intrapresa dal Comune nei confronti degli appaltatori
      S. M.
      La vernice si stacca dalle barriere pedonali appena installate, l’ira del sindaco Romeo: «Schiaffo alla nostra città»\n
      Il progetto

      C’è un po’ di Vibo Valentia in TrovaCentro.eu, ecco chi sono i fondatori del portale nazionale per il volontariato

      Vengono dal capoluogo di provincia calabrese, da Maida e da Messina gli ideatori dell’innovativa piattaforma gratuita che permette agli enti di registrarsi e ai cittadini di trovare facilmente realtà sociali attive sul territorio
      Redazione
      C’è un po’ di Vibo Valentia in TrovaCentro.eu, ecco chi sono\u00A0i fondatori del\u00A0portale nazionale per il volontariato\n
      L’iniziativa

      Palazzo Gagliardi diventa un grande spazio ludico: nel cuore del capoluogo arriva “Vibo in Gioco”

      Il 13 e 14 marzo due giornate tra gaming, scacchi, sport e fumetto. L’assessore alla Cultura Stefano Soriano: «Il gioco è lo strumento più semplice per far sentire i ragazzi parte della città»
      Redazione
      Palazzo Gagliardi diventa un grande spazio ludico: nel cuore del capoluogo arriva “Vibo in Gioco”\n
      L’evento

      Didacta Italia 2026: il Convitto Filangieri porta a Firenze il progetto “StEmozione” tra scienza e storytelling

      Inclusione, scienza e narrazione al centro dell’incontro. Il rettore Capria: «Riconoscimento al lavoro quotidiano dei nostri docenti e studenti»
      Redazione
      Didacta Italia 2026: il Convitto Filangieri porta a Firenze il progetto “StEmozione” tra scienza e storytelling\n
      Degrado urbano

      Tropea, Romania Corrao denuncia il degrado delle periferie: «Non sono aree di Serie B, incuria inaccettabile»

      La componente di Rigeneriamo Tropea lancia un appello ai Commissari Straordinari: «Particolarmente critica la situazione delle case popolari vicine al Don Mottola e in località Vulcano. I cittadini non possono convivere con questi disagi»
      Redazione
      Tropea, Romania Corrao denuncia il degrado delle periferie:\u00A0«Non sono aree di Serie B, incuria inaccettabile»\n
      Opera incompiuta

      Tropea, Piserà chiede un intervento sulla rete fognaria di Campo di Sotto: «Pronta da mesi ma inattiva, famiglie penalizzate»

      L’impianto non è ancora entrato in funzione perché manca l’ultimo passaggio tecnico. Così i residenti continuano a sostenere i costi per la gestione e lo svuotamento delle fosse biologiche private. Il candidato a sindaco richiama l’attenzione dei commissari straordinari

      Redazione
      Tropea, Piserà chiede un intervento sulla rete fognaria di Campo di Sotto: «Pronta da mesi ma inattiva, famiglie penalizzate»
      Il ricordo

      Giornata delle donne, a Mileto grande partecipazione per l'incontro “Assunta: momento che diventa impegno”

      In occasione dell’8 marzo un pubblico numeroso e attento ha partecipato al momento di confronto promosso nella Casa della Cultura nel ricordo della vittima di femminicidio
      Giuseppe Currà
      Giornata\u00A0delle donne, a Mileto grande partecipazione per l'incontro “Assunta: momento che diventa impegno”\n
      Sviluppo urbano

      Jonadi entra nel progetto europeo Urbact: al via un percorso triennale per attrarre fondi Fesr

      Il Comune vibonese partecipa a una rete con altre cinque città europee per sviluppare strategie di attrattività, turismo e ripopolamento. Signoretta: «Un’opportunità per rafforzare lo sviluppo sostenibile e riportare i giovani sul territorio»
      Vincenzo Primerano
      Jonadi entra nel progetto europeo Urbact: al via un percorso triennale per attrarre fondi Fesr\n
      Rubinetti a secco

      Tropea, acqua sospesa di notte in alcune zone: la segnalazione di una residente ai commissari

      Nelle traverse di via Libertà, contrada Croce e via Orazio Bogliaccino l’erogazione si interromperebbe ogni sera e riprenderebbe al mattino
      Tropea, acqua sospesa di notte in alcune zone: la segnalazione di una residente ai commissari\n
      Manifesto aggiornato

      Leva militare, l’ombra del ritorno: nessuna chiamata alle armi (per il momento), ma intanto entrano in lista i 2009

      Sospeso dal 2005 ma non abolito, l’arruolamento militare resta previsto dalla legge: i Comuni pubblicano gli elenchi all’albo pretorio per eventuali esigenze straordinarie di difesa dello Stato
      Giuseppe Addesi
      Leva militare, l’ombra del ritorno: nessuna chiamata alle armi (per il momento), ma intanto entrano in lista i 2009\n
      Il buco nero

      Dal Vibonese all'Event Horizon Telescope: l’astrofisico Rocco Lico incontra gli studenti di Filadelfia

      Il ricercatore che ha partecipato alla storica cattura della prima immagine di un buco nero ha dialogato con i ragazzi del "Rita Levi Montalcini" sui segreti del cosmo e il valore della ricerca
      Dal Vibonese all'Event Horizon Telescope: l’astrofisico Rocco Lico incontra gli studenti di Filadelfia\n
      Il bando

      Jonadi, pubblicato il bando per chi vuole aderire all'iniziativa di volontariato “Nonno Vigile”

      Il progetto dell'amministrazione comunale si propone di rafforzare la sicurezza e la vigilanza nei pressi degli Istituti scolastici ubicati sul territorio
      Giuseppe Currà
      Jonadi, pubblicato il bando per chi vuole aderire all'iniziativa di volontariato “Nonno\u00A0Vigile”\n
      Fede e radici

      Tropea apre l’Anno giubilare francescano: il quadro della Madonna di Pompei accolto nella chiesa dei Frati minori

      Celebrazione solenne e lettura della bolla papale. Il dipinto resterà esposto fino a domenica, quando si terranno la benedizione delle donne e la tradizionale supplica mariana prima del ritorno al santuario campano
      Redazione
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      Il ricordo

      Giornata internazionale delle donne, Mileto si prepara a viverla nel ricordo di Assunta Currà

      Sabato prossimo la vittima di femminicidio sarà tema dell'incontro organizzato da Lella Santelli nella Casa della Cultura in vista della festa dell'8 marzo
      Giuseppe Currà
      Giornata internazionale delle donne, Mileto si prepara a viverla nel ricordo di Assunta Currà\n
      Parlarne non basta

      Vibo partecipa alla campagna Anci contro la violenza sulle donne, Romeo: «Serve una rivoluzione che parta da noi uomini»

      Il progetto nazionale “Mai bandiera bianca” ha offerto uno spazio di confronto sulle iniziative che le amministrazioni locali possono mettere in campo per rafforzare le azioni di sensibilizzazione, promuovendo percorsi educativi rivolti anche alle nuove generazioni
      Lorenzo Muratore
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      Il sinodo

      Convegno diocesano a Vena di Jonadi, il vescovo: «Importante un cammino condiviso fondato sull'ascolto reciproco»

      All'incontro presenti oltre 500 fedeli provenienti da parrocchie e altre realtà della diocesi. Le conclusioni sono state tratte dallo stesso monsignor Attilio Nostro
      Giuseppe Currà
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