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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

      Da Piedigrotta al Santuario di Parghelia, e poi ancora la Certosa di Serra, la Madonna della neve di Zungri e la Villa della Gioia di Paravati: angoli di pace e di preghiera che attraggono non solo fedeli ma anche studiosi e appassionati d’arte
      Giusy D'Angelo
      29 giugno 202406:15
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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

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      La via della fede, viaggio tra i luoghi di culto più suggestivi del Vibonese

      Non solo mare e spiagge, non solo la quiete dei boschi serresi. E non solo eccellenze enogastronomiche. Tra i mille volti del comprensorio vibonese, anche un fervente turismo religioso che, grazie a luoghi di culto disseminati dalla costa all’entroterra, richiama pellegrini ma anche studiosi, appassionati d’arte e viaggiatori da ogni dove. A volte legati a figure mistiche e di grande carisma, come il beato don Mottola o la Serva di Dio, Natuzza Evolo. A volte, invece, connessi alla storia delle comunità come il santuario di Parghelia o la chiesetta di Piedigrotta a Pizzo. Esiste dunque una vera e propria “via della fede” capace di mette in collegamento piccoli e grandi centri. Flussi che rappresentano un potenziale di non poco conto per un territorio che punta a crescere sotto il profilo economico-turistico.
      Clicca su “Avanti” per scoprire i principali luoghi di culto vibonesi.

      Piedigrotta

      La suggestiva chiesetta di Piedigrotta

      È considerato un piccolo gioiello. La chiesetta di Piedigrotta di Pizzo è scavata nell’arenaria e la sua storia si snoda tra leggende e fatti realmente accaduti. In base ai racconti popolari, il culto nei riguardi della Madonna di Piedigrotta sarebbe nato come segno di ringraziamento dopo un terribile naufragio provocato da una violenta tempesta. I marinai, temendo per la loro vita, pregarono ardentemente il quadro della Vergine custodito della cabina del capitano.

      Per l’imbarcazione non ci fu scampo ma l’equipaggio si salvò. A riva venne trasportato anche il quadro della Madonna e la campana di bordo datata 1632.  I marinai mantennero la promessa: scavarono una grotta e lì vi collocarono l’effige miracolosa. Tra ‘800 e ‘900, la cappella venne ingrandita grazie al lavoro dell’artista locale Angelo Barone e del figlio Alfonso. Negli anni sessanta, a seguito di un atto vandalico che danneggiò la chiesetta in modo grave, un nipote degli scultori originari si prodigò per riportare il sito all’antico splendore. Oggi un nuovo capitolo della storia della Chiesetta, cuore pulsante del sentimento religioso locale e non. 

      Tropea, uno sguardo agli ultimi sull’esempio del Beato don Mottola

      Nel settembre del 2021, i resti di don Francesco Mottola, dopo la ricognizione canonica, sono tornati nella concattedrale di Tropea, dove sono stati riposti in un nuovo sepolcro marmoreo. Il sacerdote è stato proclamato beato un mese dopo, esattamente il 10 ottobre.  

      Don Mottola fu un esempio di vita dedicata agli ultimi, ai sofferenti, agli emarginati dalla società. Nato a Tropea nel 1901, il prete fondò la famiglia degli oblati e delle oblate del Sacro Cuore e ancora oggi la sua opera si mantiene viva e attiva tramite i suoi “discepoli”. Era un sacerdote molto seguito dai fedeli e grazie al suo impegno vennero fondate le Case della Carità a Tropea, Vibo Valentia, Parghelia, Limbadi e Roma. Nel 1942 rimase colpito da una paralisi che gli tolse quasi del tutto l’uso della parola. Si spense nel 1969 all’età di 68 anni, le sue reliquie sono conservate nel cuore della Perla del Tirreno. Il sepolcro è posto ai piedi del Crocifisso ligneo nella cappella della Concattedrale, edificata intorno all’anno mille. Sull’Altare maggiore, è custodita l’Icona della Madonna di Romania, protettrice della città. Il quadro di scuola giottesca, è stato realizzato su tavola di cedro nel XIII secolo. La devozione della comunità di Tropea nei riguardi della Vergine è molto sentita.

      Il Santuario di Parghelia e la leggenda della Madonna di Porto Salvo

      Il santuario di Parghelia e la Madonna di Porto Salvo, foto dalla pagina Fb del Santuario

      La proiezione verso l’esterno e il legame con il mare a Parghelia ebbe riflessi sull’aspetto sociale, folcloristico e religioso. I viaggi per mete lontane erano spesso rischiosi, pieni di insidie. Sollecitare la protezione divina era indispensabile. Il culto connesso alla Madonna venerata col titolo di “Portosalvo” venne infatti forgiato dalla tradizione marinara. Il quadro custodito nel locale santuario raffigura la Madonna con Gesù Bambino in braccio, circondati da una schiera di angeli. Ai loro piedi si snoda il paese di Parghelia, con le imbarcazioni e la marineria.

      La storia legata all’arrivo del quadro si fonde con la leggenda. Leggenda che, si precisa, non si riscontra con i fatti storici. Secondo questa, l’effigie della Madonna di Portosalvo giunse lungo le coste calabresi nello stesso giorno in cui a Tropea fu consegnata l’opera raffigurante Maria Santissima di Romania. Tra 700 e 800 dopo Cristo, nell’Impero bizantino, imperversava feroce la lotta contro il culto delle immagini sacre. Secondo i racconti popolari, illustrati nella pagina social del locale santuario, giunse lungo le coste calabresi una piccola nave proveniente dai lidi della antica Costantinopoli. Raggiunta la rada di Tropea, il cielo e il mare minacciavano tempesta. I marinai consegnarono quindi alla popolazione locale un quadro raffigurante la Madonna, nascosto a bordo insieme ad un’altra immagine sacra. La nave proseguì il viaggio salvo poi registrare una nuova battuta d’arresto nelle acque antistanti Parghelia. L’imbarcazione urtò uno scoglio, ad oggi chiamato “Scoglio della Madonna”. Presi da timore per l’imminente naufragio, fecero cenno ai pescatori del luogo affinchè recuperassero un ulteriore quadro. Dopo la consegna, miracolosamente, il mare si placò e la nave continuò la navigazione. Benché la leggenda sia particolarmente cara alla comunità, è più probabile che l’attuale dipinto custodito nel Santuario sia di epoche successive. Forse è stato sostituito nel tempo forse perché andato irrimediabilmente perduto.

      Recentemente il Comune si è fatto promotore de “I cammini delle civitas Mariae di Porto Salvo”, un progetto in grado di mettere in rete città del sud Italia legate al culto della Madonna di Porto Salvo.

      Il Santuario di Zungri e il quadro della bottega di Raffaello

      Il Santuario della Madonna della neve (foto del santuario dalla pagina Fb del Santuario). Immagine del quadro fornita dalla direttrice del Museo, Pietropaolo

      Il culto legato alla Madonna della neve per Zungri è parte integrante della propria identità culturale. Residenti o emigrati, nessuna differenza. Il santuario della cittadina del Poro, dedicato appunto alla Vergine con il titolo “Santa Maria ad Nives”, richiama ogni anno migliaia di fedeli sia in occasione della festa (3, 4 e 5 agosto) che durante tutto l’arco dell’anno.

      Secondo la tradizione popolare, il dipinto venne rinvenuto casualmente in un terreno privato pieno di spine e rovi. Una volta recuperato venne collocato nella chiesa matrice di San Nicola, poi distrutta dal terremoto del 1905. Tuttavia l’opera, inspiegabilmente, il giorno successivo venne rinvenuta nel luogo in cui era apparsa per la prima volta. Gli abitanti non ebbero dubbi, non poteva che trattarsi di un segno. La Madonna stava indicando il luogo dove, per suo volere, doveva essere eretta la chiesa a lei dedicata

      L’edificio religioso custodisce un pregiato dipinto di epoca rinascimentale proveniente, secondo vari studi, dalla bottega di Raffaello, considerato tra i più celebri artisti italiani di tutti i tempi. ”La Visitazione di Maria a Santa Elisabetta”  è stata restaurata nel 2018 e consegnata al culto e alla venerazione di tutti. Il dipinto, databile ai primi del 1500, rappresenta, un bene prezioso per l’intera storia dell’arte. Ogni anno Zungri accoglie circa 30mila turisti che fanno tappa nella cittadina del Poro sia per omaggiare la Vergine sia per visitare il borgo e il suggestivo insediamento rupestre. Nel 2006, la Chiesa è stata elevata a santuario mariano diocesano. Dal 2014, Zungri si fregia del titolo di “Citta mariana”. 

      Nicotera, il Santuario di San Francesco

      Il Santuario di Nicotera, foto dalla pagina Fb del Santuario

      Patrono della Calabria e della gente del mare. A Nicotera, centro costiero tra i più popolosi del Vibonese, sorge il Santuario dedicato a San Francesco di Paola. Qui, a fine Cinquecento, venne costruito un convento. La chiesa annessa venne dedicata alla figura dell’eremita, fondatore dei padri Minimi. Purtroppo, la cittadina non venne risparmiata dal drammatico terremoto del 1783. Il sisma distrusse gran parte degli edifici portando lutti e disperazione nell’intero territorio vibonese. Della chiesa originaria, infatti, resta la sola struttura. Nonostante le vicissitudini, il polo religioso non venne abbandonato ma ad oggi continua ad essere visitato e frequentato da numerosi fedeli. In aprile, il Santuario registra centinaia di presenze in occasione dei festeggiamenti religiosi legati al Santo.

      Sulle orme di San Bruno

      La Certosa di Serra San Bruno

      Nel cuore delle Serre vibonesi sorge la Certosa. L’annesso Museo, nato nel 1993 su impulso della comunità religiosa, illustra dettagliatamente le consuetudini della vita monastica certosina. Uno strumento per venire a contatto, senza disturbare la vita dei solitari, con la spiritualità dei figli di San Bruno. L’esposizione porta il visitatore attraverso gli ambienti claustrali – dalla cella alla chiesa conventuale – ricostruiti con grande fedeltà. Anche la scelta dei materiali utilizzati – dal cotto ai ruvidi intonaci – non è frutto del caso ma mira a rendere realistica l’immagine degli spazi in cui si muovono i monaci.

      Nella prima parte del percorso viene dato risalto all’ordine certosino e alla Certosa di Serra S. Bruno. Vi sono sale tematiche relative all’ iconografia bruniana, ai santi certosini, alla liturgia fino alla biblioteca. A colpire il visitatore, le stanze dedicate ai laboratori dei monaci, le riproduzioni delle celle e il relativo giardino. Lo scorrere delle ore è un flusso di ringraziamenti e offerte a Dio del proprio lavoro e delle proprie preghiere. La ricostruzione della chiesa e alcuni “tesori religiosi” impreziosiscono la visita.

      Oltre al calco del busto argenteo di San Bruno, visitabile il tronetto processionale realizzato nel 1797 dall’artista napoletano Luca Baccaro. C’è poi la statua di Santo Stefano realizzata in pietra bianca. L’opera, ai tempi collocata dentro due nicchie laterali della facciata della chiesa conventuale cinquecentesca, risale ai primi decenni del XVII secolo. Il Museo è intriso di spiritualità ed i boschi che circondano il monastero rafforzano il legame con la natura. Il viaggio termina con una piccola quanto suggestiva cappella solitaria ricavata in una torre cinquecentesca. Questi spazi consentono al mondo esterno ed a quello monastico d’incontrarsi in un modo che non snatura la scelta di vita ritirata di quest’ultimi e arricchisce l’esperienza umana dei visitatori.

      Paravati, il richiamo della Serva di Dio Natuzza Evolo

      Villa della Gioia a Paravati e, nel riquadro, Natuzza Evolo

      Era il 13 maggio 1987 quando, per volontà della Serva di Dio, Natuzza Evolo e con l’assenso dell’allora vescovo monsignor Domenico Tarcisio Cortese, al fine della realizzazione della Villa della Gioia a Paravati nacque l’Associazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, in seguito divenuta Fondazione di religione e di culto. Villa della Gioia divenne negli anni un punto di riferimento per i fedeli di tutto il mondo. Nell’impianto sono presenti un Centro anziani “Mons. Pasquale Colloca”, che è sede della Fondazione, e il Centro servizi alla persona “San Francesco di Paola”.

      Qui la presenza di Natuzza, morta nel giorno della festa di Ognissanti del 2009, è viva più che mai. Ad oggi, la sua tomba richiama ogni anno migliaia di pellegrini. Molti di loro fanno parte dei cenacoli mariani sparsi in Italia e nel mondo per sua volontà. Quella della mistica con le stigmate fu una esistenza spesa nel dare conforto ai quanti si rivolgevano a lei per una preghiera, un abbraccio, una parola di sostegno. Umile, generosa, dalla forte personalità: ad oggi viene ricordata e venerata con profondo afferro. Per i fedeli, un passo di svolta è stato rappresentato dall’annuncio, nel maggio scorso, ad opera del vescovo monsignor Attilio Nostro: la chiesa diventerà un santuario mariano.

      Spilinga e la Madonna della fontana

      A Spilinga sorge il santuario dedicato alla Madonna della fontana. Non tutti conoscono la storia del sito legata fortemente al ritrovamento di una statua. Tradizione e leggende si fondono dal momento che sono pochissimi i riferimenti storici riguardanti la vicenda. Un punto saldo è rappresentato dalla pubblicazione del volume “Spilinga e dintorni”, curato dallo storico e scrittore Agostino Gennaro nel quale vengono ricostruite le origini della devozione religiosa.

      Il culto partì con il ritrovamento dell’effigie della Madonna in una zona di campagna, lontana dal centro abitato. Siamo nella Calabria di fine Ottocento. Secondo i racconti orali, tramandati di generazione, una contadina del luogo, Domenica Muià, soprannominata “a Cicireja”, sognò la Vergine col Bambino che chiedeva il suo aiuto per liberarsi dai rovi. L’umile donna era spiazzata dalla visione e si confidò con il parroco che le consigliò di dimenticare il sogno e non farne parola con nessuno. Ma il sognò si ripeté. La Vergine chiedeva soccorso ma la donna non sapeva come aiutarla dal momento che il luogo indicato era impervio e la grotta cui la Madonna faceva riferimento era avvolta dalle sterpaglie. In più era in stato avanzato di gravidanza. Decise tuttavia di seguire le indicazioni della Vergine che le raccomandò di chiamare un operaio affinchè tagliasse, con la roncola, i rovi che ostruivano il passaggio. Alla presenza del parroco, don Scipione Petracca, venne alla luce la sacra immagine che si trovava veramente in una nicchia scavata all’interno della grande grotta arenaria completamente nascosta da una fitta vegetazione: “Fra i rovi e fra le ortiche, ti rivelasti un dì”, racconta la tradizione popolare. «Nel giro di pochi giorni la notizia del suo ritrovamento- evidenzia il professor Gennaro nel suo studio- si sparse a macchia d’olio. La bellezza e l’amenità del luogo e la fama di questa Madre miracolosa attirò molti pellegrini rendendo famoso il nome di Spilinga e la grande ospitalità del popolo locale. In poco tempo il paese divenne tra i luoghi più frequentati del promontorio del Poro varcando finanche i limiti dell’Angitola e del Mesima. La grotta divenne in pochissimo tempo meta di pellegrinaggio». Tant’è che molti fedeli «alcuni anziani e malati trascorrevano la notte della vigilia della festa nei pressi della grotta». Nel 1933, giunto a Spilinga don Carmine Cortese, il culto venne regolarizzato.

      Dinami e il Santuario della Madonna della Catena

      La statua della Madonna della Catena di Dinami

      Nel territorio di Dinami sorge l’antico santuario dedicato alla Madonna della catena. In base alle fonti storiche, nel Seicento venne fondato un convento intitolato appunto alla Madonna della catena. La sua vita fu tuttavia breve perché venne soppresso e le rendite affidate al seminario di Mileto fino al 1769.

      In quell’anno – riporta il sito ufficiale del Santuario – il parroco don Giuseppe Cotronea chiese ed ottenne dalla curia Vescovile di Mileto, di unirlo alla chiesa parrocchiale che già allora era intitolata a S. Michele Arcangelo. Il convento, ubicato in contrada Castellammare, era ormai deserto da tempo e andò in rovina fino a quando si decise di adibirlo a cimitero unico per Dinami, Melicuccà, Monsoreto. Dopo un periodo di abbandono, la chiesa venne ristrutturata. Riacquistò l’antico splendore, tornando ad accogliere turisti da ogni dove. In epoca moderna, la rinascita del sito è stata realizzata grazie al trasferimento della statua della Madonna dalla parrocchia di San Michele al Santuario a lei dedicato. Era il 1983. Una decisione storica, quella assunta da don Agostino Zangari, che permise al sito di diventare un vitale luogo di culto.

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      religione · turismo

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      Vibo, all’Istituto alberghiero Gagliardi\u00A0una cerimonia per ricordare i docenti Fausto Raniti e Rinaldo Marcianò\n
      inclusione e benessere

      Vibo, alla fattoria sociale Junceum un corso di formazione per gli Interventi assistiti con gli animali

      Il percorso è rivolto a professionisti del sociale, della salute e dell’educazione per creare nuove competenze e un’equipe multidisciplinare specializzata nelle terapie con animali per bambini e persone fragili
      Redazione
      Vibo, alla fattoria sociale Junceum un corso di formazione per gli Interventi assistiti con gli animali\n
      L’iniziativa

      Studenti del liceo Berto in toga a Lamezia Terme per “Ciak si gira”: «La scuola è il primo presidio di legalità»

      Gli allievi della III C dell’Istituto vibonese simulano in Tribunale un processo penale sul cyberbullismo. La preside Bevilacqua: «Proviamo a formare cittadini consapevoli»
      Redazione
      Studenti del liceo Berto in toga\u00A0a Lamezia Terme per “Ciak si gira”: «La scuola è il primo presidio di legalità»\n
      Alimentazione e tradizione

      Mare e Dieta mediterranea: a Pizzo il festival Thàlassa racconta il legame tra benessere e territorio

      VIDEO | Nel corso del confronto è emerso il ruolo della cucina come spazio quotidiano di scelte nutrizionali, con particolare attenzione alla valorizzazione del pescato locale 
      Lorenzo Muratore
      Mare e Dieta mediterranea: a Pizzo il festival Thàlassa racconta il legame tra benessere e\u00A0territorio\n
      I dati

      LaC Network, boom di ascolti per la maratona elettorale dedicata alle Comunali: oltre 530mila contatti Auditel

      La lunga diretta su scrutini e risultati delle Amministrative tra tv, web e social registra numeri record, con collegamenti in tutta la regione e analisi dai nostri studi 
      Redazione
      LaC Network, boom di ascolti per la maratona elettorale dedicata alle Comunali: oltre 530mila contatti Auditel\n
      L’evento

      Ionadi perde (ufficialmente) la I: il centro alle porte di Vibo recupera il suo nome storico “Jonadi”: «Questione di identità»

      L'iter avviato nel 2022 dal sindaco Signoretta si chiude il 29 maggio con una cerimonia ufficiale alla presenza del sottosegretario all'Interno Wanda Ferro
      Redazione
      Ionadi perde (ufficialmente) la I: il centro alle porte di Vibo recupera il suo nome storico “Jonadi”: «Questione di identità»\n
      Volontari in campo

      Sulle spiagge di Pizzo la prima giornata green targata Retake, Greco: «Rimossa una quantità impressionate di rifiuti»

      Primissimo appuntamento per il sodalizio che ha messo radici nel Vibonese solo qualche mese fa. Il referente cittadino: «Le spiagge sono nostre e lo abbiamo dimostrato con i fatti»
      G. D'A.
      Sulle spiagge di Pizzo la prima giornata green targata Retake, Greco: «Rimossa una quantità impressionate di rifiuti»\n
      L’iniziativa

      Giornata internazionale dei bambini scomparsi, a Pizzo la campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato

      Agenti in campo nell’area di servizio dell’Autostrada A2 del Mediterraneo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul delicato fenomeno della scomparsa dei minori
      Redazione
      Giornata internazionale dei bambini scomparsi, a Pizzo la campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato\n
      Festa della Repubblica

      Vibo celebra con una mostra gli 80 anni dell’Assemblea Costituente e il primo voto alle donne

      Il 29 maggio a Palazzo Gagliardi istituzioni, accademici ed ecclesiali a confronto. Soriano: «Tornare alle radici della democrazia, libertà e diritti non sono conquiste astratte». L’esposizione artistica proseguirà fino al 2 giugno, giorno della Festa della Repubblica
      Redazione
      Vibo celebra con una mostra gli 80 anni dell’Assemblea Costituente e il primo voto alle donne\n
      Storie

      La vita da eremita (felice) di Bruno nei boschi del Vibonese, a 78 anni balla, coltiva la terra e alla morte dice: «Non ho paura»

      Bruno Silvestri racconta la sua esistenza in solitaria tra le montagne di Dinami dopo l’addio alla moglie e la partenza dei figli. È sereno dopo le tante prove drammatiche a cui la vita lo ha sottoposto: «Sto nella natura, ho una casetta piccolina e sono tranquillo» 
      Gabriella Chiarella
      La vita da eremita\u00A0(felice) di Bruno\u00A0nei boschi del Vibonese,\u00A0a 78 anni balla,\u00A0coltiva la terra e alla morte dice: «Non ho paura»\n
      Incontro formativo

      “Scelte di Legalità”, alla scuola Buccarelli di Vibo una toccante testimonianza di rinascita dalle dipendenze

      Grande partecipazione degli studenti all’incontro promosso dal Comune e dal gruppo Maranathà. Al centro del confronto prevenzione, legalità e recupero dalle tossicodipendenze
      Redazione
      “Scelte di Legalità”, alla scuola Buccarelli di Vibo una\u00A0toccante testimonianza di rinascita dalle dipendenze\n
      Dalla calabria

      Le voci dei calabresi sulla piattaforma “I volti della Repubblica” in occasione del 2 giugno: «È libertà, uguaglianza, impegno»

      Dal Quirinale l'iniziativa con cui cittadini di tutta Italia raccontano in un video cosa significa per loro la Repubblica. Tra le oltre cento voci già pubblicate, e provenienti da quasi tutte le province calabresi, c’è anche quella del sindaco di Mileto Salvatore Fortunato
      Redazione Attualità
      Le voci dei calabresi sulla piattaforma “I volti della Repubblica” in occasione del 2 giugno: «È libertà, uguaglianza, impegno»\n
      Testimonianza pubblica

      Gianluca Callipo emoziona il pubblico di TEDx Vibo: «Un secondo prima ero il sindaco di Pizzo, poi solo un detenuto»

      Sul palco del Teatro comunale l’ex primo cittadino ha raccontato la notte dell’arresto, i sette mesi in prigione e poi la completa assoluzione dopo sei anni di processo. «La vita è fatta di scelte consapevoli ma anche di decisioni banali come entrare in un ristorante o in un bar. E improvvisamente tutto cambia»
      Enrico De Girolamo
      Gianluca Callipo emoziona il pubblico di TEDx Vibo: «Un secondo prima ero il sindaco di Pizzo, poi solo\u00A0un detenuto»\n
      I format di LaC

      Il custode del tempo, con LaC Storie viaggio nelle antiche civiltà che popolavano Monte Poro

      Cosmo Rombolà è riuscito a ricreare, utilizzando la stessa terra e le antiche tecniche di lavorazione, i vasi rinvenuti nelle tombe della necropoli scoperta nel 1922 dall’archeologo Paolo Orsi. Ne parleremo nel corso della nuova puntata in onda il 24 maggio su LaC Tv, canale 11 del digitale terrestre
      Redazione
      Il custode del tempo, con LaC Storie viaggio nelle antiche civiltà che popolavano Monte Poro\n
      Non solo musica

      Al Conservatorio arriva "Inside the Vibo-X", tappa finale del progetto su musica, benessere e luoghi di cura

      Lunedì 25 maggio, nell’ex convento dei Gesuiti, la comunità accademica presenterà brani, prototipi e Qrcode murales nati da un itinerario multidisciplinare che ha coinvolto carcere, realtà terapeutiche, scuole e istituzioni
      Redazione
      Al Conservatorio arriva \"Inside the Vibo-X\", tappa finale del progetto su musica, benessere e luoghi di cura\n
      L’evento

      TEDx Vibo riempie il Teatro comunale: 13 storie dal palco per raccontare le “Scelte che cambiano una vita”

      VIDEO – Bilancio positivo per la terza edizione del format internazionale portato in città dalla Fondazione Valentia guidata da Anthony Lo Bianco. Tra gli speaker: don Giacomo Panizza, Bruno Nardo, Gianluca Callipo, Ginevra Lamborghini e Shaila Gatta
      Stefano Mandarano
      TEDx\u00A0Vibo riempie il Teatro comunale: 13 storie dal palco per raccontare le “Scelte che cambiano una vita”
      Scuola e formazione

      A Filadelfia un laboratorio Erasmus sul game design per insegnare a educare con i giochi e il dialogo

      Ventuno giovani operatori provenienti da Italia, Turchia, Romania, Bulgaria, Francia, Serbia e Macedonia del Nord si sono incontrati nel comune vibonese per sperimentare metodi educativi non convenzionali
      Redazione
      A Filadelfia un laboratorio Erasmus sul game design per insegnare a educare con i giochi e il dialogo\n
      L’iniziativa

      Le scuole di Vibo con Libera nel ricordo di Capaci: lenzuoli colorati contro racket e intimidazioni per dire No alla ‘ndrangheta

      Nel giorno dedicato a Falcone, Morvillo e agli agenti della scorta 19 istituti scolastici hanno aderito alla campagna regionale per sostenere impresa sana e commercio libero dalle estorsioni. Solidarietà al dirigente Andrea Nocita e ai dipendenti municipali sotto pressione
      Redazione
      Le scuole di Vibo con Libera nel ricordo di\u00A0Capaci: lenzuoli colorati contro racket e intimidazioni per dire No alla ‘ndrangheta\n
      L’iniziativa finale

      Ragazzi tedeschi in Erasmus a Vibo, a Palazzo Razza l’evento conclusivo: «Aprendo il Municipio ai giovani diamo forza all’Europa»

      Si chiude la settimana di scambio tra il liceo “Berto” e la Gesamtschule di Oberhausen. Delegazione tedesca accolta dal vicesindaco Pilegi e il presidente del Consiglio comunale Iannello: «Il benessere dei giovani passa attraverso l'integrazione e i valori comuni»
      Redazione
      Ragazzi tedeschi in Erasmus\u00A0a Vibo, a Palazzo Razza l’evento conclusivo:\u00A0«Aprendo il Municipio ai giovani diamo forza all’Europa»\n
      Gli aiuti

      Ciclone Harry, dalla Regione Calabria 539mila euro ai privati cittadini per i danni subiti alle prime case

      Il vicepresidente Mancuso: «Stiamo lavorando per implementare ulteriormente le risorse a disposizione e a estendere le misure anche alle seconde abitazioni»
      Redazione Attualità
      Ciclone Harry, dalla Regione Calabria 539mila euro ai privati cittadini per i danni subiti alle prime case\n
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