“Rinascita-Scott”: resta in carcere l’avvocato Stilo

Il Riesame e il gip si pronunciano e decidono anche su 18 nuove posizioni vagliando le istanze dei difensori
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Resta in carcere l’avvocato Francesco Stilo, 48 anni, di Lamezia Terme, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, concorso in rivelazione di segreti d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, intralcio alla giustizia. E’ quanto ha deciso il Tribunale del Riesame di Catanzaro esaminando il suo ricorso (è difeso dagli avvocati Piero Chiodo e Paola Stilo) nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita-Scott”.

Il Riesame ha invece annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Palmisano, 22 anni, di Vibo Valentia, accusato di concorso in estorsione. Secondo l’accusa, avvalendosi della posizione di supremazia assunta dal fratello Loris (accusato di associazione mafiosa), avrebbe costretto il titolare di un negozio di abbigliamento di Vibo a cedere a Francesco Angilieri e Alessio Patania cinque paia di pantaloni, due felpe ed un giubbotto all’irrisorio prezzo di 30 euro. E’ difeso dall’avvocato Diego Brancia.

Annullamento anche per Salvatore Morgese, 57 anni, di Vibo Valentia, accusato di associazione mafiosa che torna in libertà. E’ difeso dagli avvocati Diego Brancia e Santo Cortese.

Dai domiciliari ritorna in libertà anche Gaetano Staropoli, 53 anni, di Ionadi, difeso dall’avvocato Diego Brancia. Al fine di eludere le misure di prevenzione patrimoniali, quale effettivo dominus occulto dell’impresa “Staropoli Costruzioni srl”, Gaetano Staropoli avrebbe attribuito in modo fittizio le quote della società a Pasqualina Rito e Michele Staropoli.

La seconda sezione del Tribunale del Riesame ha poi annullato l’ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di Diana Pugliese, 53 anni, di San Gregorio d’Ippona (che torna così in libertà), accusata di concorso in riciclaggio insieme a Benedetta e Rosa Giamborino, Giuseppe e Salvatore Mandaradoni. I cinque indagati, secondo l’accusa, il 12 febbraio 2017 avrebbero ricevuto da Giovanni Giamborino (arrestato) la somma di 12mila euro di illecita provenienza versandoli per la costituzione della società “Gsrb srl”. Diana Pugliese è difesa dall’avvocato Patrizio Cuppari.

Dai domiciliari passa invece all’obbligo di dimora Orsola Ventrice, 44 anni, di Stefanaconi, accusata del reato di intestazione fittizia di beni ed in particolare di essere l’intestataria formale dell’attività commerciale “I dolci sapori” sita a Sant’Onofrio in via Ipponio. Per tale reato, Orsola Ventrice – difesa dall’avvocato Michelangelo Miceli – è accusato unitamente a Domenico Cugliari, 61 anni, detto “Micu i Mela”, di Sant’Onofrio (ritenuto il socio occulto della società), Giuseppe Cugliari, 27 anni, di Sant’Onofrio, e Daniel Zinnà, 29 anni, di San Nicola da Crissa.  

Dal carcere passa agli arresti domiciliari Francesco Isolabella, 71 anni, di Francavilla Angitola, (difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio) accusato del reato di trasferimento fraudolento di valori. Secondo l’accusa, Saverio Razionale e Gregorio Gasparri di San Gregorio d’Ippona (soci occulti) – con il concorso di Francesco Isolabella, amministratore della Futura srl, società deputata alla gestione della sala ricevimenti del Mocambo – al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale, avrebbero attribuito la titolarità formale della società a Caterina Pettinato, 40 anni, di Francavilla Angitola. Nei confronti di quest’ultima – anche lei difesa dall’avvocato Giovanni Vecchio – il Riesame ha annullato l’ordinanza e, pertanto, dagli arresti domiciliari è ritornata in libertà.

Dal carcere ritorna libero anche Daniele Pulitano, 36 anni, di Pizzo, accusato del reato di concorso esterno in associazione mafiosa (clan guidato da Saverio Razionale di San Gregorio e Salvatore Mazzotta di Pizzo). Pure lui è difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio. Pulitano, secondo l’accusa, avrebbe fatto da intermediario per conto della ‘ndrina di Pizzo nei rapporti con il sindaco Gianluca Callipo, mentre per il clan di San Gregorio avrebbe fatto da rappresentante a Pizzo nel settore turistico ed alberghiero.

Dal carcere passa agli arresti domiciliari Antonio Lopez Y Royo, 46 anni, imprenditore di Vibo Valentia. Lopez – difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio – è accusato di trasferimento fraudolento di valori per l’intestazione fittizia di un’auto Range Rover (con l’aggravante mafiosa) avvenuta nel maggio del 2017, mentre altra contestazione si riferisce al reato di ricettazione (sempre aggravato dalle finalità mafiose). Dagli arresti domiciliari torna in libertà Carmelita Isolabella, 69 anni, di Pizzo, difesa dall’avvocato Giovanni Vecchio. In questo caso è stato il gip a disporre la liberazione. A Carmelita Isolabella  si contesta di aver accettato l’intestazione fittizia di un bar sito in Pizzo Calabro (il “Mi Ami”) al fine di celare la reale proprietà dello stesso che sarebbe, secondo l’accusa, di Andrea Prestanicola. La richiesta difensiva si fondava sul mancato espletamento, nel termine di legge, dell’interrogatorio di garanzia dell’indagata. Istanza che il gip di Catanzaro ha vagliato positivamente ritenendo caducata la misura e disponendo la liberazione della Isolabella.

Dai domiciliari ritorna in libertà Maria Teresa Cugliari, 56 anni, di Sant’Onofrio, difesa dall’avvocato Giosuè Monardo. La donna è accusata dell’intestazione fittizia di un tabacchino ubicato a Sant’Onofrio in via Marcellina che, per l’accusa, sarebbe riconducibile a Nicola Bonavota.

Dai domiciliari passa poi all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria Rosa Figliano, 56 anni, di Sant’Onofrio, anche lei difesa dall’avvocato Giosuè Monardo. La Figliano è accusata dell’intestazione dell’attività commerciale denominata Las Vegas” con sede a Pizzo, in luogo dei proprietari Nicola Bonavota e Raffaele Cugliari.

Dal carcere ritorna in libertà Costantino Panetta, 36 anni, di Vibo Valentia, difeso dagli avvocati Santo Cortese e Francesco Capria. E’ accusato del reato di ricettazione di armi (tre pistole e cartucce) in concorso con Domenico Macrì e Domenico Camillò (cl. ’41), anche loro di Vibo Valentia. Ordinanza annullata anche per Rocco Cichello, 31 anni, di Filandari, che dal carcere ritorna in libertà. Cichello è accusato del furto di cinque bovini a Zungri. E’ difeso dall’avvocato Daniela Garisto.

Accolto dal Tdl anche il ricorso dell’avvocato Domenico Anania per Luigi Zuliani, 49 anni, di Piscopio, che lascia il carcere e viene rimesso in libertà. Zuliani è accusato del reato di associazione mafiosa. In particolare, avrebbe contribuito all’imposizione delle “regole” dettate dalla consorteria all’interno dell’Istituto penitenziario di Vibo Valentia, con riferimento alla vicenda di un detenuto costretto a permanere all’interno della camera detentiva e a non recarsi in socialità.
Annullata poi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere (torna in libertà) nei confronti di Carmelo Lo Bianco, 48 anni, detto “U Niru”, di Vibo Valentia, difeso dall’avvocato Salvatore Sorbilli. Lo Bianco è accusato del reato di associazione mafiosa e concorso in estorsione ai danni di un imprenditore non ancora compiutamente identificato. Annullamento e rimessione in libertà anche per Roberto Ionadi, 21 anni, di Vibo (avvocato Salvatore Sorbilli), accusato di concorso in estorsione (aggravata dalle modalità mafiose) per aver costretto il titolare del negozio di abbigliamento “Babilonia jeans” a vendergli un giubbotto ed altre merce al prezzo di 170 euro a fronte della richiesta di 400 euro.
Infine, Filippo Grillo, 27 anni, di Vibo Valentia, dal carcere passa agli arresti domiciliari. E’ difeso dall’avvocato Salvatore Sorbilli. Filippo Grillo è accusato di aver ricevuto delle pistole da Bartolomeo Arena, quest’ultimo da qualche mese divenuto collaboratore di giustizia.

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